Immagine generata con AILa Procura di Roma ha aperto un'indagine sul "caso Epstein Files" con l'ipotesi di violenza sessuale, concentrandosi sui possibili collegamenti italiani con la rete di abusi del finanziere americano Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019. L'iniziativa giudiziaria è scaturita da un esposto presentato il 26 marzo 2026 dall'associazione Differenza Donna, che gestisce centri antiviolenza. L'esposto ha evidenziato come nei documenti disponibili negli Stati Uniti emergessero ricorrenze di soggetti italiani e riferimenti a soggiorni e relazioni in località come Capri, la Costiera Amalfitana, la Costa Smeralda, Milano e Roma, oltre a contatti con persone inserite in circuiti economici e sociali internazionali.
Il nucleo dell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, è accertare se cittadini italiani o persone che hanno agito sul territorio nazionale abbiano avuto un ruolo in reati di natura sessuale o traffico di esseri umani collegati al sistema di sfruttamento messo in piedi da Epstein. Per fare luce su questi aspetti, i magistrati romani hanno inviato una rogatoria al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, con l'obiettivo di acquisire tutta la documentazione relativa al caso, compresi gli atti finora segreti. Questo passaggio potrebbe rivelare informazioni inedite e dare un nuovo impulso all'inchiesta.
L'apertura di questo fascicolo si inserisce in un contesto internazionale: anche Francia, Polonia e Norvegia hanno avviato indagini per verificare eventuali coinvolgimenti nazionali nel network di Epstein. Tra le reazioni, l'imprenditore Lapo Elkann, il cui nome è stato accostato al caso in alcuni contesti, ha definito inaccettabile l'uso del suo nome e ha annunciato l'intenzione di tutelare la propria reputazione. L'associazione Differenza Donna ha sottolineato che la semplice menzione di un nome nei documenti o la frequentazione di Epstein non costituiscono, di per sé, prova di responsabilità penale.
Gli scenari futuri dipenderanno dalla risposta delle autorità statunitensi e dal materiale che verrà messo a disposizione. L'analisi di questi nuovi documenti potrebbe portare a identificare specifiche condotte o soggetti da sottoporre a verifiche, ma al momento l'indagine è nella fase preliminare di raccolta e accertamento dei fatti.