Immagine generata con AIFrancesco Gianello, 14 anni, è morto nel gennaio 2024 per un osteosarcoma al femore. Una perizia depositata alla Corte d'Assise di Vicenza, firmata dagli esperti Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, ha stabilito che Francesco avrebbe avuto una concreta possibilità di sopravvivenza se avesse seguito i protocolli oncologici di chemioterapia e chirurgia. Questa conclusione influenzerà il processo a carico dei genitori, Luigi Gianello e Martina Binotto, accusati di omicidio volontario con dolo eventuale. L'accusa sostiene che la scelta dei genitori di affidarsi al 'metodo Hamer', invece delle terapie mediche, abbia causato un ritardo fatale nelle cure.
Il 'metodo Hamer', o Nuova Medicina Germanica, si basa sulle teorie di Ryke Geerd Hamer, ex medico tedesco radiato nel 1986. Questa dottrina sostiene, senza prove scientifiche, che ogni malattia sia la manifestazione fisica di un conflitto emotivo irrisolto. Il metodo rifiuta i farmaci oncologici e propone approcci che portano spesso alla progressione di tumori altrimenti curabili. Nel caso di Francesco, la diagnosi era stata formulata dall'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna alla fine del 2022, ma nel marzo 2023 i genitori avevano ritirato il consenso per la biopsia e le cure, scegliendo il metodo Hamer con trattamenti a base di sostanze naturali, argilla e antinfiammatori. La perizia ha inoltre ipotizzato la somministrazione al ragazzo di farmaci a base di Artemisia con effetti neurotossici, un elemento nuovo nell'inchiesta.
Il documento dei periti, che rafforza la posizione della Procura di Vicenza, sarà discusso in udienza il 16 settembre. I genitori avevano già visto negata la richiesta di rito abbreviato a gennaio 2026. La Corte d'Assise dovrà ora valutare le conclusioni della perizia insieme agli altri elementi raccolti per stabilire la responsabilità penale degli imputati.