Immagine generata con AIRobert Shageev, ex ufficiale di Marina ucraino di 49 anni che aveva disertato passando alle forze russe dopo l'annessione della Crimea nel 2014, è morto in un attentato dinamitardo a Sebastopoli. L'esplosione è avvenuta il 13 agosto in una trafficata strada della città portuale. Shageev, già comandante del sottomarino ucraino 'Zaporizhzhia', era poi diventato vice-comandante di una brigata sottomarina della Flotta russa del Mar Nero ed era considerato un traditore da Kiev.
Poco dopo, i servizi di sicurezza russi (FSB) hanno arrestato Margarita Reut, una cittadina russa di 32 anni, indicata da alcune fonti come escort, biologa e imprenditrice. Secondo la versione di Mosca, Reut avrebbe confessato di aver piazzato una bomba in un cestino dei rifiuti, azionandola a distanza per conto dei servizi segreti ucraini, in cambio di un pagamento in criptovalute. Avrebbe inoltre dichiarato di non provare rimorso e di vergognarsi di essere russa. Questa ricostruzione non ha trovato riscontri indipendenti e l'Ucraina non ha né confermato né smentito un coinvolgimento. La posizione di Reut è complicata da un precedente del luglio 2025, quando fu multata per aver screditato l'esercito russo dopo aver espresso posizioni critiche su un treno.
L'arresto e le accuse si inseriscono in un periodo di numerosi episodi di sabotaggio e assassinii attribuiti da Mosca a Kiev in Crimea e in territorio russo. Se le accuse venissero confermate, Reut affronterebbe l'imputazione di terrorismo, un reato che secondo la legislazione russa potrebbe comportare una condanna fino a 25 anni per le donne.