
Il governo italiano è in procinto di adottare nuove e più stringenti misure per arginare il crescente fenomeno della criminalità giovanile, identificato nel dibattito pubblico con i termini "maranza" e "baby gang". Al centro dell'attenzione c'è una riunione tecnico-legislativa del Consiglio dei Ministri, fissata per oggi, 14 luglio 2026, con l'obiettivo di finalizzare un pacchetto di interventi. La proposta più rilevante prevede l'estensione del cosiddetto "fermo preventivo", una misura che permette alle forze dell'ordine di trattenere una persona per un massimo di dodici ore senza la necessità di un'immediata convalida giudiziaria, anche alla polizia locale, comunemente nota come vigili urbani. Questa ampliamento di poteri, attualmente prerogativa di altre forze dell'ordine, mira a fornire una risposta più rapida ed efficace in situazioni di turbativa dell'ordine pubblico.
La discussione su questa "stretta anti-maranza" ha avuto un'accelerazione significativa in seguito a recenti episodi di violenza urbana, tra cui spicca un'aggressione subita dalle pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale. L'incidente, avvenuto nei primi giorni di luglio 2026 nei pressi del Colosseo, ha visto un gruppo di giovani prendere di mira i veicoli delle forze dell'ordine, suscitando allarme e condanne diffuse. Il termine "maranza" stesso è entrato nel linguaggio comune per descrivere giovani dediti a comportamenti problematici, spesso in gruppo, con condotte che vanno dalla microcriminalità alle aggressioni. Queste nuove disposizioni si inseriscono in un quadro normativo già in evoluzione: un precedente decreto sicurezza, approvato dal Consiglio dei Ministri a febbraio e convertito in legge ad aprile di quest'anno, aveva già introdotto misure come l'inasprimento delle pene per il porto ingiustificato di coltelli e altre armi da taglio, nonché sanzioni pecuniarie per i genitori di minori coinvolti in reati.
Se le proposte attuali dovessero essere approvate, è plausibile attendersi un rafforzamento della presenza e dell'intervento della polizia locale nelle aree urbane percepite come più a rischio. Ciò potrebbe tradursi in un aumento dei fermi e delle denunce per reati minori e di disturbo della quiete pubblica. Tuttavia, l'ampliamento dei poteri di fermo ai vigili urbani potrebbe anche sollevare questioni relative alla formazione del personale e alle garanzie legali per i cittadini, soprattutto i minori, in caso di applicazione di tale misura. Gli sviluppi futuri dipenderanno dall'esito della riunione odierna e dal successivo percorso legislativo del provvedimento.