Immagine generata con AIAlmeno 17 persone sono morte e oltre 40 sono rimaste ferite in un attacco russo su Kiev e la regione circostante, avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2026. L'offensiva ha impiegato 24 missili balistici, quattro missili Zircon/Oniks e 115 droni, causando distruzione in sette punti della capitale e nei distretti di Brovary, Bucha e Fastiv. Le autorità ucraine hanno segnalato incendi in magazzini e danni a edifici residenziali; Mosca ha dichiarato di aver colpito centri logistici militari.
L'Aeronautica militare ucraina ha confermato che nessuno dei missili balistici è stato intercettato, evidenziando una carenza di munizioni per la difesa antibalistica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio sui social media, ha sottolineato che la mancanza di sistemi di difesa ha causato direttamente le morti di questa notte, esortando i partner internazionali a velocizzare le forniture. La questione si inserisce in un quadro complesso: il Financial Times ha riferito che il presidente statunitense Donald Trump avrebbe rifiutato una richiesta di Zelensky per centinaia di missili Patriot, sostenendo che tali sistemi siano necessari per difendere gli interessi americani in Medio Oriente a causa del conflitto con l'Iran. Il Pentagono ha smentito la notizia.
L'intelligence militare ucraina ha inoltre diffuso informazioni su un'ulteriore escalation: la Corea del Nord avrebbe schierato un'unità di circa 90 militari nella regione russa di Voronezh. L'unità sarebbe dotata di sei lanciatori mobili e circa 120 missili balistici KN-23 e KN-24, destinati a essere impiegati contro l'Ucraina. La notizia non è stata confermata da Mosca o Pyongyang, ma indica un rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi e rappresenta una nuova minaccia per le già limitate difese aeree ucraine.