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Trump alza il muro dei dazi: l'UE pagherà per le multe tech

24 luglio 2026 alle ore 20:51
Riscritto da Daily4u
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scatenato una nuova escalation nelle tensioni commerciali con l'Unione Europea, minacciando l'imposizione di dazi punitivi in risposta alle recenti sanzioni antitrust comminate da Bruxelles alle maggiori aziende tecnologiche americane. La miccia è stata la multa di 890 milioni di euro (circa 1 miliardo di dollari) inflitta dalla Commissione Europea a Google lo scorso 23 luglio, accusata di aver favorito i propri servizi di ricerca e app all'interno del suo ecosistema, in violazione delle norme sulla concorrenza. Ma Google non è l'unica nel mirino: Trump ha citato anche multe precedentemente imposte ad Apple (Apple Inc.), Meta Platforms (la società madre di Facebook e Instagram) e Amazon (Amazon.com Inc.), sostenendo che complessivamente queste aziende abbiano subito sanzioni per oltre 38,5 miliardi di dollari. Il Presidente, nel suo secondo mandato non consecutivo, ha annunciato l'immediato avvio di un'indagine ai sensi della Sezione 301 del Trade Act statunitense del 1974, uno strumento che permette all'amministrazione americana di imporre dazi come ritorsione per pratiche commerciali estere ritenute sleali o discriminatorie. Ha descritto le azioni dell'UE come "pratiche illegali e altamente discriminatorie", avvertendo che l'Europa "pagherà un prezzo molto alto" e che le multe verranno "interamente annullate".

L'Unione Europea, un blocco economico e politico di 27 Stati membri, attraverso la sua Commissione Europea (l'organo esecutivo che detiene il potere di avviare procedimenti antitrust), ha da tempo adottato una linea dura nei confronti delle grandi piattaforme digitali, in particolare con l'introduzione del Digital Markets Act (DMA). Questa legislazione mira a garantire una maggiore concorrenza nei mercati digitali, applicando regole più stringenti ai cosiddetti "gatekeeper", ovvero le aziende che controllano l'accesso a importanti servizi online. La posizione di Bruxelles è che le sue normative sono imparziali e si applicano a tutte le imprese che operano nel mercato unico, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Questo nuovo fronte di scontro commerciale si inserisce in un contesto politico delicato per gli Stati Uniti, con le elezioni di metà mandato previste per il 3 novembre 2026, che rinnoveranno tutti i seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 del Senato. L'atteggiamento aggressivo di Trump sul commercio e la difesa delle aziende nazionali potrebbe essere letto come una strategia per consolidare il consenso tra i suoi elettori. Tuttavia, le minacce di dazi potrebbero anche suscitare preoccupazioni tra i repubblicani, che in passato hanno espresso timori per l'impatto economico di tali misure. Resta da vedere se l'amministrazione Trump procederà effettivamente con l'imposizione di nuovi dazi e quali saranno le controreazioni dell'UE, aprendo a uno scenario di potenziale guerra commerciale che avrebbe ripercussioni significative sull'economia globale.

Fonti: NOTUS · Briefs Finance · Seeking Alpha · The Guardian · Sky TG24 · FIRSTonline · Sardegnagol · Forbes · Il Sole 24 ORE · Il Fatto Quotidiano · Corriere della Sera · AGI
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