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Quirinale frena Nordio: la grazia è solo facoltà del Presidente

16 luglio 2026 alle ore 16:40
Riscritto da Daily4u
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La vicenda del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga nel 2021, è rapidamente diventata un caso politico che ha portato a un richiamo ufficiale da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei confronti del Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Roggero, un gioielliere di 72 anni originario di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, è stato giudicato colpevole di omicidio volontario e tentato omicidio perché, secondo le sentenze, avrebbe sparato ai rapinatori quando questi erano già in fuga e il pericolo non era più attuale per sé o per la sua famiglia.

Dopo la condanna in Cassazione, si è scatenata una significativa mobilitazione politica, in particolare da parte di esponenti del centrodestra (come Matteo Salvini della Lega), che hanno invocato la grazia per Roggero. Il Ministro Nordio, di fronte a queste pressioni e agendo di propria iniziativa secondo l'articolo 681 del codice di procedura penale, ha avviato l'istruttoria finalizzata alla concessione del provvedimento di clemenza. Questo gesto, tuttavia, è stato interpretato come un'eccessiva ingerenza nelle prerogative presidenziali, spingendo Mattarella a convocare Nordio al Quirinale. La nota successiva del Capo dello Stato ha ribadito con chiarezza che la concessione della grazia è una facoltà "esclusiva" del Presidente della Repubblica, un principio saldo nella Costituzione (articolo 87) e rafforzato dalla sentenza 200 della Corte Costituzionale del 2006, che stabilisce il ruolo preminente del Capo dello Stato nella decisione finale, anche in caso di parere contrario del Ministro della Giustizia. Il Quirinale ha specificato che il richiamo non verteva sul merito del caso Roggero, dato che le motivazioni della sentenza di Cassazione non sono ancora pubbliche, ma sulla necessità di rispettare le attribuzioni e i tempi istituzionali, evitando strumentalizzazioni politiche di un potere così delicato.

Allo stato attuale, la procedura di grazia è stata avviata dal Ministero, ma la decisione finale resta nelle mani del Presidente della Repubblica, che tradizionalmente valuta anche l'ammissione di responsabilità da parte del condannato, un aspetto che Roggero ha finora negato. Gli sviluppi futuri dipenderanno dalla conclusione dell'istruttoria e dalla valutazione insindacabile di Mattarella, che agirà nel rispetto dei principi costituzionali, lontano dalle pressioni politiche.

Fonti: ANSA · Corriere Roma · La Stampa · Quotidiano Nazionale · Il Messaggero · Il Fatto Quotidiano · Unione Sarda · Quirinale · agenziagiornalisticaopinione.it · RaiNews
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