
COSA È SUCCESSO:
Nei giorni 29 e 30 giugno 2026, Madrid ha ospitato il primo incontro in presenza della rete AI and Technology promossa da Education International, un'iniziativa che ha riunito organizzazioni sindacali dell'istruzione provenienti da diversi continenti, studiosi ed esperti del settore. L'evento ha posto al centro il dibattito su come governare l'ingresso dell'Intelligenza Artificiale nelle scuole, con la partecipazione per l'Italia di una delegazione della FLC CGIL, rappresentata da Graziamaria Pistorino e Miriam Di Paola. Il confronto si è concentrato sull'individuazione di principi condivisi per lo sviluppo dell'IA in ambito educativo, con l'obiettivo di tutelare il diritto all'istruzione, la professionalità docente e la qualità delle relazioni educative, ribadendo che nessuna tecnologia può sostituire gli aspetti umani della relazione educativa. È stata espressa la richiesta che le scelte sull'adozione delle piattaforme digitali nelle scuole non siano lasciate esclusivamente alle logiche di mercato, ma rientrino in una governance pubblica che coinvolga istituzioni scolastiche, università e rappresentanze del personale. Uno dei documenti di riferimento è stato il rapporto "Teaching, AI, and the Human Core of Education: The Future Worth Defending" di Armand Doucet. (fonti: tuttoscuola.com, flcgil.it, Education International)
PERCHÉ CONTA:
L'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nel settore educativo è un processo ineludibile che solleva questioni complesse sul piano etico, democratico e pedagogico. La posta in gioco è la salvaguardia dell'identità stessa della scuola, intesa come luogo di sviluppo umano integrale e non solo di trasmissione di conoscenze. I sindacati e le organizzazioni come Education International giocano un ruolo cruciale nel bilanciare l'innovazione tecnologica con la protezione dei diritti dei lavoratori e degli studenti, nonché la qualità dell'istruzione pubblica. Storicamente, l'introduzione di nuove tecnologie nella didattica ha sempre generato dibattiti sulla loro efficacia, sui rischi di depersonalizzazione dell'insegnamento e sulla necessità di formare adeguatamente i docenti. La questione del controllo pubblico sulle piattaforme digitali è fondamentale per evitare che interessi commerciali prevalgano sugli obiettivi educativi e sulla privacy degli studenti, un tema che riguarda la sovranità educativa e la capacità dei sistemi scolastici di autodeterminarsi di fronte ai giganti tecnologici.
COSA POTREBBE CAMBIARE:
Se le richieste avanzate dai sindacati a Madrid troveranno eco nelle politiche educative internazionali e nazionali, è plausibile assistere a un rafforzamento dei quadri normativi che regolano l'uso dell'IA nelle scuole. Questo potrebbe tradursi in linee guida più stringenti sull'etica dell'IA, sulla protezione dei dati degli studenti e sulla formazione obbligatoria dei docenti. Si potrebbe anche assistere a una maggiore enfasi sulla contrattazione collettiva in materia di IA, dando ai sindacati un ruolo più incisivo nella definizione delle modalità e dei limiti di utilizzo di queste tecnologie in classe. Storicamente, situazioni di questo tipo portano a un compromesso tra la spinta all'innovazione e le esigenze di tutela. È ipotizzabile che i governi possano essere spinti a investire maggiormente in soluzioni IA "open source" o gestite pubblicamente, per ridurre la dipendenza da fornitori privati e mantenere il controllo sui dati e sui processi educativi. Tuttavia, se la regolamentazione non sarà efficace o se prevarranno le logiche di mercato, c'è il rischio che l'IA possa amplificare le disuguaglianze esistenti, marginalizzare il ruolo del docente e compromettere la dimensione umana dell'apprendimento.