
Il 20 luglio 2026, la capitale italiana ha ospitato un vertice bilaterale di rilevanza strategica tra l'Italia e il Portogallo. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto a Palazzo Chigi il Primo Ministro portoghese, Luís Montenegro, un incontro che rappresenta la prima visita ufficiale di un capo del governo di Lisbona in Italia da oltre un decennio. Il cuore del dialogo ha riguardato il rilancio della cooperazione tra le due nazioni, con un'attenzione particolare a settori chiave come l'economia, la difesa, la politica marittima e le sfide europee e internazionali.
Un risultato concreto e molto atteso di questo incontro è stata la conferma da parte delle autorità portoghesi dell'intenzione di acquistare tre fregate multiruolo FREMM EVO, costruite dal colosso italiano Fincantieri. Questo accordo, che si stima valga circa 3 miliardi di euro, non solo rafforza l'industria della difesa italiana ma evidenzia anche una crescente collaborazione europea nella sicurezza e nell'autonomia strategica. Oltre alla difesa, i leader hanno discusso l'espansione della cooperazione economica in ambiti come l'energia, il digitale, la ricerca scientifica e la cantieristica civile. Al centro dei colloqui anche i dossier europei, inclusi il bilancio pluriennale, la politica di coesione e l'allargamento dell'Unione. Entrambi i paesi, essendo nazioni marittime, hanno sottolineato la loro vocazione strategica proiettata oltre i confini, in particolare verso il Mediterraneo e l'Atlantico, e si sono impegnati a rafforzare la cooperazione in Africa, con un focus su paesi come Angola e Mozambico.
Luís Montenegro, nato a Porto nel 1973, è Primo Ministro del Portogallo dall'aprile 2024. Avvocato e politico di lungo corso, è presidente del Partito Social Democratico (PSD), formazione di centro-destra. La sua leadership ha portato alla vittoria della coalizione Alleanza Democratica nelle elezioni legislative portoghesi del 2024. La visita in Italia riflette la volontà del suo governo di intensificare i rapporti internazionali e di affrontare le sfide comuni, tra cui spicca la gestione dei flussi migratori, per la quale Italia e Portogallo promuovono un approccio che rafforzi la dimensione esterna e agisca sulle cause profonde. È plausibile che questa rinnovata intesa possa portare a una maggiore coordinazione nelle politiche europee, specialmente in vista delle future discussioni sul bilancio pluriennale e sulla politica migratoria, con potenziali ricadute positive sulla stabilità e lo sviluppo dei paesi del Mediterraneo e dell'Africa.