
Una scritta minacciosa è apparsa su un muro in via Portuense, a Roma, indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio. La frase "Nordio ti metto dentro una R4", accompagnata dalla stella a cinque punte e dalla sigla Br, rimanda direttamente al rapimento e all'omicidio di Aldo Moro, il cui cadavere fu rinvenuto in una Renault 4 rossa nel 1978. La scoperta, notata dai residenti tra mercoledì sera e giovedì mattina, ha immediatamente innescato le indagini dei Carabinieri e della Digos, che stanno cercando elementi utili come i filmati delle telecamere di sorveglianza, sebbene alcune fonti indichino che l'area potrebbe non esserne coperta.
L'episodio ha generato una vasta e unanime condanna da parte delle massime cariche dello Stato e dell'intero arco politico. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha contattato personalmente Nordio per esprimere solidarietà. Analoghi messaggi sono giunti dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito l'intimidazione "gravissima e inaccettabile", e dai Presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, che hanno ribadito l'importanza di condannare con fermezza ogni richiamo al terrorismo. Anche a livello regionale, il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani (in carica dal dicembre 2025) e il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia hanno espresso la loro vicinanza. Il Ministro Nordio ha reagito con fermezza, dichiarando di non essere intimorito, ricordando di aver ricevuto analoghe minacce durante la sua carriera di magistrato, quando indagava sulla colonna veneta delle Brigate Rosse.
Le Brigate Rosse sono state un'organizzazione terroristica di estrema sinistra attiva in Italia negli anni '70 e '80, responsabile di numerosi attentati, sequestri e omicidi, tra cui quello di Aldo Moro. Sebbene l'organizzazione sia stata smantellata da decenni, la sua simbologia viene occasionalmente riutilizzata in atti intimidatori, spesso da gruppi o individui che cercano di richiamare quel passato di violenza politica. Le indagini in corso mirano a stabilire se si tratti di un gesto isolato o se dietro ci sia una qualche forma di organizzazione, seppur embrionale, che intende evocare le strategie eversive. Il potenziamento della scorta del Ministro Nordio riflette l'alta attenzione delle autorità di fronte a un gesto che, al di là dell'autore, ha un peso simbolico molto forte nel contesto storico italiano.