
Dal 1° agosto 2026, l'Italia ha reintrodotto controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori che arrivano via aereo e mare dalla Spagna. Questa misura, inizialmente prevista per un mese con possibili proroghe, è stata adottata in risposta a un significativo afflusso di migranti a Ceuta, un'enclave spagnola nel Nord Africa, provenienti dal Marocco. I controlli, avviati nei principali aeroporti italiani come Milano Malpensa, Linate e Roma Fiumicino, sono rivolti ai cittadini non-UE per accertare il possesso dei documenti necessari per l'ingresso legale nell'Area Schengen. Queste verifiche non hanno un impatto sistematico sui cittadini italiani, spagnoli o di altri Stati membri dell'Unione Europea, che continuano a beneficiare della libera circolazione, pur dovendo viaggiare con un documento d'identità valido.
La reintroduzione dei controlli è una possibilità prevista dal Codice delle Frontiere Schengen, che permette agli Stati membri di ristabilire temporaneamente le verifiche in caso di minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna. Il governo italiano, guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ha definito la decisione necessaria per la sicurezza nazionale e la difesa dei confini. La mossa ha generato attriti diplomatici: il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez ha criticato la posizione italiana, definendola contraria alla solidarietà europea. Funzionari spagnoli hanno ricordato che Ceuta e Melilla, le enclavi spagnole in Nord Africa, operano già con regole speciali di Schengen che prevedono controlli d'identità per chi si sposta verso la Spagna continentale. Nel frattempo, i sindacati di polizia italiani, come il Silp Cgil, hanno espresso preoccupazione per l'impatto pratico della misura e il potenziale affollamento negli aeroporti durante l'alta stagione estiva.
La durata del provvedimento dipenderà dall'evoluzione delle pressioni migratorie e dai dialoghi in corso tra Italia, Spagna e l'Unione Europea. L'episodio evidenzia le divergenze tra i paesi membri sulla gestione dei flussi migratori. Mentre l'Italia sostiene che i controlli siano necessari, alcuni critici mettono in dubbio la loro efficacia nel prevenire il transito da Ceuta, visti i già esistenti controlli spagnoli per le enclavi. La situazione mette alla prova lo spirito di libera circolazione all'interno dell'area Schengen, pur operando nel quadro legale che consente eccezioni temporanee.