Immagine generata con AIUna bambina di quattro anni di Palermo, Anna Rosa, è morta di difterite. Non era vaccinata. L'Istituto Superiore di Sanità ha confermato la presenza del batterio Corynebacterium diphteriae e della tossina responsabile, che può causare gravi danni a cuore, reni e sistema nervoso. La difterite, rara nei paesi con alte coperture vaccinali – in Italia la vaccinazione è obbligatoria dal 1939 – torna a provocare un decesso pediatrico dopo oltre trent'anni. La vicenda evidenzia le coperture vaccinali in Sicilia, ultima regione italiana per vaccinazioni pediatriche a 24 mesi con l'85,13%.
L'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, su impulso del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha istituito il 24 agosto 2026 una task force. Questo gruppo, presieduto dal dirigente generale del Dipartimento per le Attività Sanitarie e l'Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) Giacomo Scalzo, riunirà esperti per monitorare la situazione, limitare la diffusione del batterio e promuovere le vaccinazioni pediatriche, inclusi i richiami per l'età scolare e le vaccinazioni contro il morbillo. L'indagine epidemiologica dell'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Palermo ha rilevato che almeno dieci persone tra familiari e contatti stretti della bambina sono risultate positive al batterio, ma, essendo vaccinate, sono rimaste asintomatiche. Anche il cuginetto coetaneo della piccola, sebbene positivo, sta bene perché aveva ricevuto le prime dosi di vaccino. La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico dei genitori. A Palermo, la richiesta di vaccinazioni antidifteriche è aumentata del 10% e alcuni centri hanno esaurito le scorte del vaccino esavalente.
Se la task force e la campagna di sensibilizzazione riusciranno a innalzare le coperture vaccinali, il rischio di ulteriori focolai di difterite potrà essere contenuto. Resta da vedere l'esito dell'indagine giudiziaria, che dovrà stabilire le responsabilità legate alla mancata vaccinazione. La vicenda potrebbe inoltre spingere a una revisione delle strategie di comunicazione sulla salute pubblica per contrastare la disinformazione sui vaccini.