
Un'intera comunità è sotto shock a Messina dopo il crollo di una palazzina di tre piani avvenuto ieri, 30 luglio 2026, nel quartiere di Pistunina. La tragedia ha causato il ferimento di tre persone, di cui una dimessa dopo poche ore e un'altra migliorata da codice rosso ad arancione. La preoccupazione maggiore riguarda però i sei dispersi, tra cui una famiglia di quattro persone (madre, padre e due figli), la loro badante e una ragazza italiana impiegata in un emporio cinese situato nell'edificio. I familiari hanno fornito i numeri di cellulare dei loro cari nella speranza che i soccorritori possano individuarli attraverso le suonerie.
Le operazioni di soccorso, coordinate dal comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio, vedono impegnate squadre specializzate nella ricerca sotto le macerie (USAR), supportate da unità cinofile e droni per la mappatura e la localizzazione. Inizialmente, il sindaco Federico Basile aveva ipotizzato un'esplosione, probabilmente di una bombola di gas, a causa di un forte boato e fumo bianco segnalati dai testimoni. Tuttavia, successive verifiche e l'analisi della scena hanno portato a riconsiderare questa pista. L'ipotesi prevalente è ora quella di un cedimento strutturale, aggravato da lavori di ristrutturazione che erano in corso al piano terra della palazzina. La Procura di Messina ha aperto un'inchiesta per chiarire le cause esatte del crollo e accertare eventuali responsabilità. L'edificio ospitava diverse attività commerciali ai piani inferiori e abitazioni ai piani superiori.