
Un'importante innovazione nel panorama finanziario italiano ha preso il via a Piazza Affari, la borsa di Milano, con l'introduzione dell'ETF attivo "Wita" (acronimo di "Viva l'Italia"). Questo nuovo strumento finanziario, lanciato il 1° luglio 2026 da Banca Generali in partnership con la società di ricerca e advisory Intermonte, è specificamente progettato per investire in cento piccole e medie imprese (PMI) italiane. L'ETF, che si basa sull'indice Intermonte Valore Italia, include sia aziende del mercato principale sia quelle quotate sull'Euronext Growth Milan (EGM), il listino dedicato alle PMI. Le società sono selezionate in base a criteri rigorosi, come una capitalizzazione massima di un miliardo di euro, un flottante di almeno il 30% e la copertura da parte di analisti, con l'obiettivo di individuare realtà liquide e finanziariamente solide. La peculiarità "a fisco zero" deriva dalla sua struttura che rispetta la normativa sui Piani Individuali di Risparmio (PIR). Per gli investitori che mantengono le quote dell'ETF per almeno cinque anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti dall'imposta sui redditi di capitale e dall'imposta di successione. (fonti: milanofinanza.it, we-wealth.com)
Questo aspetto è particolarmente rilevante nel contesto della tassazione italiana degli ETF, dove le plusvalenze sono generalmente tassate al 26% e, cosa ancora più svantaggiosa per gli investitori, le minusvalenze non possono essere compensate con le plusvalenze generate da altri ETF, essendo classificate in categorie fiscali diverse (redditi di capitale e redditi diversi). I PIR, introdotti per incentivare gli investimenti nell'economia reale italiana, offrono invece un'importante finestra di efficienza fiscale. L'obiettivo dichiarato di Banca Generali e Intermonte è duplice: da un lato, offrire agli investitori l'opportunità di accedere a un segmento del mercato italiano ad alto potenziale di crescita, spesso meno liquido e meno visibile; dall'altro, convogliare capitali verso le PMI, fornendo loro un sostegno concreto per la crescita e la competitività, superando il problema della scarsa liquidità che affligge molte di queste realtà.
Il successo di questo primo ETF attivo PIR-compliant dedicato alle PMI italiane potrebbe aprire la strada a ulteriori strumenti simili, alimentando un maggiore interesse sia tra gli investitori individuali sia tra quelli istituzionali per le "mid & small cap" del nostro Paese. Se l'iniziativa dimostrerà di generare ritorni interessanti e di mantenere la promessa di stabilità fiscale, è plausibile che altri operatori finanziari esplorino soluzioni analoghe, portando a una diversificazione dell'offerta di prodotti legati ai PIR e a una maggiore vitalità per le imprese quotate di minore capitalizzazione, che rappresentano una componente cruciale del tessuto economico italiano.