Immagine generata con AIUn terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito l'isola di Flores, nell'Indonesia orientale, all'alba di sabato 15 agosto 2026. L'epicentro è stato localizzato a circa 68 chilometri a nord-ovest della città di Ende, con una profondità di 10 chilometri, fattore che ha aumentato la forza distruttiva in superficie. Si contano almeno 47 morti e decine di feriti, con la polizia locale che segnala gravi danni e crolli. Almeno 157 case sono state distrutte e quasi 200 danneggiate, costringendo circa 2.000 residenti a cercare riparo in strutture temporanee. Le operazioni di soccorso sono rese difficili da frane che hanno interrotto diverse strade e da interruzioni di elettricità e comunicazioni. Dopo la scossa, è stata diramata un'allerta tsunami, che ha spinto migliaia di persone a rifugiarsi verso le zone più alte; l'allarme è stato poi revocato dopo l'osservazione di onde di altezza contenuta, fino a 1.61 metri.
L'Indonesia si trova sulla Cintura di fuoco del Pacifico, un'area di intensa attività sismica e vulcanica dovuta alla convergenza di diverse placche tettoniche. Questo evento ha riportato alla memoria il terremoto e tsunami che colpì Flores nel 1992, quando le onde raggiunsero i 26 metri e morirono oltre 2.500 persone. Il sistema di monitoraggio ha permesso una rapida attivazione dell'allerta. La Commissione europea, tramite la presidente Ursula von der Leyen, ha offerto l'uso dei satelliti Copernicus per supportare le ricerche, mentre il governo indonesiano ha inviato aiuti per gli sfollati. La Farnesina, attraverso l'Unità di Crisi e l'Ambasciata italiana a Giacarta, sta monitorando la situazione di circa 500 connazionali sull'isola: nessuno di loro risulta ferito o morto, sebbene molti stiano affrontando difficoltà logistiche.
Nelle prossime settimane sono attese molte scosse di assestamento, alcune delle quali potrebbero essere di forte intensità, rischiando di causare ulteriori crolli e complicando la ricostruzione. La priorità resta la ricerca di eventuali dispersi e l'assistenza alle comunità colpite, mentre si teme che il numero delle vittime possa aumentare.