cronaca

Crisi Ex Ilva: Urso chiede una "cordata italiana" mentre i lavoratori scioperano

3 agosto 2026 alle ore 08:46
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La situazione dell'ex Ilva di Taranto è precipitata ai primi di agosto, quando i lavoratori dello stabilimento, oggi gestito da Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria (società controllata al 62% da ArcelorMittal e al 38% da Invitalia, agenzia del Ministero dell'Economia), hanno scioperato per otto ore per ogni turno, bloccando la Statale 100. La protesta è la diretta conseguenza di una sentenza della Corte d'Appello di Milano del 29 luglio 2026, che ha disposto lo stop delle attività dell'area a caldo dell'impianto entro novanta giorni. La Corte ha subordinato la ripartenza alla rimozione integrale dell'amianto presente negli impianti e alla riduzione delle emissioni inquinanti, un'operazione considerata dai sindacati e dagli esperti impossibile da realizzare nei tempi stabiliti.

Questa decisione giudiziaria mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro tra dipendenti diretti e indotto, con ripercussioni sulla filiera siderurgica nazionale. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha chiesto la costituzione di una cordata italiana che prenda in mano l'ex Ilva. Questa opzione è preferita dal governo rispetto a offerte estere, come quella presentata dal gruppo indiano Jindal.

Il Ministero delle Imprese coordina la gestione della crisi con una serie di incontri. Martedì 4 agosto è previsto un tavolo tecnico con i sindacati (Fim, Fiom, Uilm, Usb) per affrontare le conseguenze occupazionali. Mercoledì 5 agosto si terrà un incontro per discutere nuovi progetti industriali, seguito da confronti con Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e le imprese siderurgiche italiane per valutare le prospettive del settore. Giovedì 6 agosto sarà la volta delle imprese dell'indotto, le più esposte alle ricadute del blocco. La storia dell'ex Ilva è segnata da oltre quattordici anni di interventi straordinari e decreti d'urgenza che non hanno risolto le problematiche ambientali, sanitarie e industriali, rendendo la ricerca di una soluzione definitiva sempre più urgente.

Cosa non è ancora confermato
  • L'esito dei tavoli di confronto al Mimit con sindacati, enti locali e imprese siderurgiche.
  • La fattibilità tecnica di rimuovere l'amianto e ridurre le emissioni dell'area a caldo nei 90 giorni stabiliti dalla sentenza.
  • La reale possibilità di costituire una "cordata italiana" e il suo potenziale impatto rispetto ad altre proposte di acquisizione.
  • Il futuro occupazionale dei lavoratori dell'Ex Ilva e dell'indotto a seguito della sentenza.
Fonti: Corriere di Taranto · L'INDIPENDENTE · Mimit · siderweb - La community dell'acciaio · Assofermet · Sky TG24 · ItaliaOggi.it · Ore12 · RaiNews · Il Sole 24 ORE · agenziagiornalisticaopinione.it
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