Immagine generata con AIIl 5 agosto, la nave cargo Emil, di proprietà della compagnia tedesca Johann M. K. Blumenthal di Amburgo, è stata colpita da droni russi nel Mar Nero, a circa 39 chilometri da Odessa. L'imbarcazione ha preso fuoco e ha perso la capacità di manovra. L'equipaggio di undici persone è stato evacuato senza feriti, sebbene un secondo drone abbia colpito la nave durante le operazioni di salvataggio. Mosca ha rivendicato l'attacco, sostenendo che la Emil trasportasse materiale militare per l'Ucraina, affermazione che non ha trovato riscontro in prove verificate. È stata danneggiata anche un'altra nave, la Mera Queen, battente bandiera della Guinea-Bissau e carica di grano, con resoconti contrastanti su possibili vittime a bordo.
Questo episodio avviene durante un aumento degli attacchi nel Mar Nero, zona cruciale per il conflitto tra Russia e Ucraina. La Russia ha intensificato le azioni contro il traffico marittimo e le infrastrutture portuali ucraine. In parallelo, sono stati colpiti interessi tedeschi anche in Ucraina, con depositi di aziende come Puma e Liqui Moly danneggiati. Questi eventi seguono il ritrovamento di un drone-bomba all'aeroporto di Lipsia, in Germania, incidente definito dal ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt uno scenario da attacco ibrido. La Germania, membro della NATO, è un fornitore chiave di aiuti all'Ucraina e questi attacchi ai suoi interessi rappresentano un innalzamento della tensione tra Mosca e Berlino.
È necessario distinguere questo fatto da un altro incidente, avvenuto tra il 4 e il 5 agosto, che ha coinvolto la nave cargo Nadezhda, di proprietà turca e battente bandiera del Camerun, colpita da droni vicino al porto russo di Novorossijsk. In quell'occasione, tre membri dell'equipaggio sono rimasti gravemente feriti e, sebbene il comandante abbia ipotizzato il coinvolgimento di droni ucraini, le responsabilità non sono state confermate. L'intensificarsi di tali attacchi nel Mar Nero solleva preoccupazioni per la sicurezza della navigazione civile e potrebbe influenzare i costi assicurativi e le rotte commerciali, specialmente per le esportazioni di grano ucraino, mettendo sotto pressione nazioni come la Turchia, che cerca di mediare per la sicurezza marittima.