Immagine generata con AIL'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), l'istituzione indipendente che analizza le previsioni di finanza pubblica del governo, ha presentato la sua Nota sulla congiuntura il 4 agosto 2026. La stima di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) per il 2026 è salita dallo 0,5% di aprile allo 0,9%.
L'aumento di quattro decimi di punto è dovuto a un'attività economica più dinamica nella prima metà del 2026. A spingere la crescita sono stati gli investimenti, in particolare quelli finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e un buon recupero delle esportazioni in settori specifici. Anche i consumi delle famiglie hanno contribuito, favoriti dal recupero del potere d'acquisto e dal calo della disoccupazione.
Nonostante il miglioramento, l'UPB mantiene una linea cauta. L'inflazione, spinta dai rincari energetici dovuti alle tensioni in Medio Oriente, è intorno al 3% e riduce il potere d'acquisto dei redditi da lavoro, frenando le spese delle famiglie. La crescita per il 2027 resta ferma allo 0,6%: l'accelerazione del 2026 è dunque legata a fattori congiunturali e non a un consolidamento strutturale. L'economia italiana, pur solida di fronte alle incertezze globali, resta esposta a rischi come le tensioni geopolitiche, la volatilità dei prezzi dell'energia e i ritardi nell'attuazione del PNRR.