Immagine generata con AIIl 23 luglio 2026, al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell'ospedale San Raffaele di Milano, un errore umano nell'interpretazione della sequenza delle pazienti ha causato l'impianto di un embrione destinato a una coppia nell'utero di un'altra donna. La donna coinvolta si è sottoposta a un'aspirazione endometriale per interrompere una potenziale gravidanza. La Regione Lombardia e il Ministero della Salute hanno sospeso per quindici giorni le attività del laboratorio di embriologia per permettere ispezioni e l'introduzione di correttivi.
Il San Raffaele effettua circa 1.500 trasferimenti di embrioni ogni anno. Errori di scambio sono rari, con una stima di un caso ogni 10.000-12.000 cicli di PMA a livello internazionale. Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), e Adolfo Allegra, presidente di Cecos Italia, sostengono che l'adozione di sistemi di tracciamento elettronico (witnessing elettronico) potrebbe azzerare il rischio di scambi, poiché permettono di identificare i campioni in ogni fase. Alcune fonti interne alla struttura indicano come possibili criticità un elevato ricambio del personale biologo e una carenza di organico, fattori che avrebbero potuto incidere sulla corretta applicazione delle procedure. Gli operatori avrebbero già richiesto l'introduzione di sistemi automatizzati.
Le autorità competenti, tra cui l'Ats di Milano e il Centro Nazionale Trapianti, verificheranno il rispetto delle procedure e valuteranno l'obbligatorietà di tecnologie avanzate per la tracciabilità, oltre a una revisione delle normative nazionali sulla PMA. L'obiettivo è prevenire il ripetersi di simili episodi. Sarà determinante capire quali nuove misure verranno adottate dal San Raffaele e a livello nazionale per garantire la sicurezza del percorso.