cronaca

Mandato internazionale dalla Russia per Pavel Durov di Telegram, accusato di terrorismo

29 luglio 2026 alle ore 06:45
Riscritto da Daily4u
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La Russia ha diramato un mandato di cattura internazionale per Pavel Durov, il quarantunenne fondatore e CEO della popolare app di messaggistica Telegram, con l'accusa di "complicità nel terrorismo". L'accusa, formulata dal Servizio federale di sicurezza russo (FSB), si basa sul mancato intervento di Telegram nella rimozione di numerosi canali, chat e bot che, secondo Mosca, sarebbero stati utilizzati dai servizi segreti ucraini e da organizzazioni considerate terroristiche ed estremiste per pianificare atti di sabotaggio, attentati, omicidi di massa e frodi informatiche all'interno del territorio russo. Tra gli elementi citati dall'FSB, vi sarebbe un bot di incontri chiamato "Daivinchik/Leo", impiegato, a loro dire, per reclutare giovani russi per attività terroristiche.

Durov, nato a Leningrado nel 1984 e ora con cittadinanza francese ed emiratina, risiede attualmente in Francia. La sua relazione con le autorità russe è tesa da tempo: nel 2014 lasciò la Russia dopo aver venduto la sua quota in Vkontakte, il social network da lui fondato, a seguito di presunte pressioni governative. Telegram stessa è stata oggetto di un blocco in Russia nel 2018, poi revocato nel 2020, per il rifiuto di fornire all'FSB le chiavi di crittografia per accedere ai messaggi degli utenti. È importante notare che Durov era già indagato in Francia dall'agosto 2024 per presunta mancata collaborazione di Telegram nel contrasto ad attività criminali diffuse sulla piattaforma, come frodi, traffico di droga e materiale pedopornografico, accuse che lui ha sempre respinto. In risposta alle attuali accuse russe, Durov ha dichiarato a febbraio 2026 che la Russia aveva aperto un caso penale contro di lui per "favoreggiamento del terrorismo", sostenendo che le autorità inventano continuamente pretesti per limitare l'accesso a Telegram e sopprimere la libertà di parola e la privacy. Attualmente non ci sono conferme indipendenti delle accuse russe. Se la condanna venisse confermata, in Russia il reato prevede pene detentive tra i sette e i quindici anni.

È plausibile che questo nuovo mandato di cattura internazionale intensifichi ulteriormente le pressioni su Telegram e sul suo fondatore a livello globale, portando a nuove discussioni sul ruolo delle piattaforme digitali nella moderazione dei contenuti e nella cooperazione con le autorità statali, specialmente in contesti di conflitto geopolitico. Resta da vedere come le autorità francesi e internazionali risponderanno a questo mandato, considerando la cittadinanza francese di Durov e le precedenti indagini a suo carico. La vicenda potrebbe anche riaccendere il dibattito sulla sovranità digitale e sui tentativi di controllo statale sull'informazione.

Fonti: Domani · Quotidiano Nazionale · Ukrainian news · Meduza · Avvenire · Il Foglio · Adnkronos · MilanoFinanza News · Il Fatto Quotidiano · Il Sole 24 ORE · Sky TG24 · Corriere della Sera · ANSA
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