
Un viaggio nel tempo e nella storia prende il via a Pesaro con l'apertura della nuova sala multimediale e immersiva dedicata ai mosaici della Cattedrale di Santa Maria Assunta. L'iniziativa, inaugurata il 6 e 7 luglio 2026 presso il Museo Diocesano di Palazzo Lazzarini, di fronte all'edificio sacro, propone un'esperienza altamente tecnologica per valorizzare uno dei più importanti complessi musivi paleocristiani d'Italia. Il cuore dell'esposizione è il vasto patrimonio archeologico che si estende per circa 900 metri quadrati su due livelli sotto la Cattedrale, documentando oltre sedici secoli di storia, dal V al XIII secolo d.C.
Grazie a una meticolosa campagna di digitalizzazione, che ha impiegato laser scanner 3D e fotogrammetria ad altissima definizione, è stato creato un "gemello digitale" dell'intera area archeologica. Questo permette ai visitatori, tramite visori per la realtà virtuale, di esplorare in dettaglio le complesse decorazioni, le forme e le iconografie che narrano la storia religiosa, artistica e sociale della città, superando i limiti della fruizione tradizionale. Un elemento distintivo è l'avatar interattivo di Iohannis di Misia, personaggio chiave nella ricostruzione della cattedrale nel VI secolo, che, tramite intelligenza artificiale, risponde alle curiosità dei visitatori. Il progetto è stato promosso dall'Arcidiocesi e dal Comune di Pesaro e ha visto la sinergia di enti scientifici e istituzionali come la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e le Università di Urbino e Politecnica delle Marche, con un finanziamento anche da Pesaro CTE SQUARE.
Questa innovazione si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale di Pesaro, aprendo nuove opportunità per il turismo e la didattica. L'investimento in tecnologie emergenti, come sottolineato dal sindaco Andrea Biancani, mira a rendere il patrimonio storico accessibile e coinvolgente per un pubblico intergenerazionale, consolidando il ruolo della città nella rete delle grandi città dei mosaici dell'Adriatico. Se l'esperienza avrà successo, è plausibile che modelli simili vengano adottati per la valorizzazione di altri siti archeologici e beni culturali in Italia, trasformando la ricerca scientifica in esperienze visive e interattive per il grande pubblico.