Immagine generata con AIVladimir Putin, presidente della Federazione Russa, ha dichiarato che l'invio di truppe europee in Ucraina sarebbe considerato una "guerra contro la Russia". La posizione è stata espressa l'11 e 12 settembre 2026 da New Delhi, durante il 18° vertice dei Paesi BRICS, l'alleanza economica che include Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Questo avvertimento giunge durante il dibattito in Europa sulle garanzie di sicurezza per Kiev e sulla potenziale creazione di una Forza Multinazionale per l'Ucraina (MNF-U), con Regno Unito e Francia alla guida dei preparativi. Putin ha sostenuto che la Russia non ha intenzione di minacciare l'Europa e ha accusato i leader europei di creare una "minaccia immaginaria" per giustificare il riarmo.
Contemporaneamente, Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo – l'organo che assiste il presidente sulla sicurezza nazionale – ha respinto le voci su una nuova mobilitazione militare. Medvedev ha definito tali notizie una "provocazione ucraina". Ha ribadito che l'esercito russo è fornito di soldati professionisti e volontari, rendendo non necessaria una ulteriore coscrizione. Queste smentite, rilasciate tra la fine di agosto e l'inizio di settembre 2026, mirano a rassicurare la popolazione russa e a contrastare la tesi secondo cui la Russia starebbe preparando una nuova chiamata alle armi per compensare le perdite. La differenza tra l'escalation retorica di Putin e la smentita di Medvedev riflette la strategia comunicativa del governo nel conflitto. Gli sviluppi futuri dipenderanno dalla reazione delle capitali occidentali alle parole di Putin e dai piani riguardanti il dispiegamento di forze europee in Ucraina, attualmente ancora in fase di definizione da parte della Coalizione.