Immagine generata con AIA giugno 2026 il debito pubblico italiano ha raggiunto i 3.207,2 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato. Il dato, diffuso dalla Banca d'Italia il 14 agosto nel rapporto Finanza pubblica, mostra un aumento di 26,2 miliardi rispetto a maggio. La Banca d'Italia è l'istituto centrale responsabile della politica monetaria e della vigilanza sul sistema bancario nazionale.
L'incremento è dovuto principalmente al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, ovvero la differenza tra le entrate e le spese dello Stato, che ha pesato per 13,3 miliardi di euro. Sono cresciute anche le disponibilità liquide del Tesoro, ovvero le risorse di cassa dello Stato, aumentate di 9,8 miliardi per un totale di 61,7 miliardi. Gli effetti tecnici, tra cui gli scarti e i premi all'emissione dei titoli, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e le variazioni dei tassi di cambio, hanno contribuito per altri 3,1 miliardi. L'aumento riguarda quasi esclusivamente le Amministrazioni centrali, cresciute di 26,9 miliardi, mentre il debito di quelle locali è sceso di 0,7 miliardi. La vita media residua del debito resta di 7,9 anni.
La quota di debito detenuta dalla Banca d'Italia è scesa al 16,7% dal 17,2% di maggio, mentre quella in mano ai non residenti è salita al 35,9%. Le entrate tributarie dello Stato a giugno sono diminuite dell'1,3% rispetto allo stesso mese del 2025, attestandosi a 43,2 miliardi di euro. Nel primo semestre del 2026, tuttavia, il gettito complessivo è cresciuto dell'1,4%, raggiungendo i 261 miliardi di euro.