
La Consob, l'autorità amministrativa indipendente italiana con il compito di vigilare sui mercati finanziari, ha reso noti i dati salienti della sua Relazione annuale 2026, presentata il 13 luglio dalla presidente vicaria Chiara Mosca. Il report ha messo in luce una significativa contrazione nel numero di società quotate a Piazza Affari, la Borsa di Milano, nel corso del 2025. Sono stati registrati 30 delisting, ovvero la cancellazione delle azioni di una società dal listino, con una perdita complessiva di capitalizzazione stimata in circa 2,5 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio, 11 delisting hanno interessato Euronext Milan, il mercato regolamentato principale, di cui 9 sono stati causati da Offerte Pubbliche di Acquisto (OPA) o di Scambio (OPAS), con una perdita di 1,75 miliardi di euro. Altri 19 delisting si sono verificati su Euronext Growth Milan, il mercato dedicato alle piccole e medie imprese, di cui 11 legati a OPA, per una perdita di 570 milioni di euro.
Questo fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia, illustrata dalla presidente vicaria Mosca, che vede il mercato azionario italiano seguire due traiettorie opposte. Da un lato, la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari ha continuato a crescere, raggiungendo i 1.209 miliardi di euro a fine giugno 2026, spinta principalmente dall'aumento dei prezzi delle azioni. Dall'altro lato, il numero delle società quotate è in costante diminuzione. Analizzando il periodo 2010-2025, i delisting hanno causato una perdita di capitalizzazione di 187 miliardi di euro, a fronte di 91 miliardi generati dalle nuove quotazioni, con un saldo negativo di 96 miliardi. Questa dinamica si è accelerata negli ultimi cinque anni, durante i quali non si sono registrati nuovi ingressi sul mercato regolamentato. Il delisting avviene quando un'azienda decide o è costretta a ritirarsi dalla Borsa, spesso a seguito di un'OPA, ovvero un'offerta pubblica per acquisire le sue azioni, che mira a rilevare il controllo della società. Tale tendenza non è esclusivamente italiana, ma è diffusa anche in altri mercati europei, riflettendo una sfida strutturale per il sistema finanziario continentale.
Per invertire questa tendenza e rafforzare l'attrattività della Borsa italiana, in particolare per le imprese innovative e in crescita, sarà fondamentale attuare politiche che incentivino nuove quotazioni. La stessa Consob ha evidenziato l'importanza di un'integrazione più profonda dei mercati europei come priorità strategica per garantire uno sviluppo più equilibrato e competitivo, trasformando la ricerca scientifica europea in imprese di dimensione globale e riducendo la dipendenza da attori internazionali.