
I Campi Flegrei, una caldera vulcanica in stato di quiescenza ma caratterizzata dal fenomeno del bradisismo (movimento verticale del suolo), sono stati colpiti il 31 luglio 2026 da una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 alle 19:46. L'epicentro è stato individuato a circa 3 chilometri di profondità nell'area della Solfatara di Pozzuoli, rendendo questo sisma il più forte registrato nella zona da quando è attivo il monitoraggio strumentale continuo, superando anche eventi del 2025. La sua intensità ha fatto rivivere la paura di un ritorno a una crisi sismica simile a quella degli anni '80, che costrinse migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
L'impatto sul territorio è stato significativo: oltre al panico, con gente riversatasi in strada in molti quartieri di Napoli e nell'intera area flegrea, si contano 21 feriti, di cui due in codice rosso, mentre la maggior parte ha riportato lesioni lievi e attacchi di panico. I danni strutturali includono il crollo di facciate, cornicioni e intonaci, soprattutto a Pozzuoli e Bagnoli, dove un pezzo di costone è franato, danneggiando auto. La caduta di un traliccio dell'alta tensione ad Agnano ha provocato blackout estesi, e l'agibilità del molo di Pozzuoli è stata compromessa. In risposta, la Prefettura di Napoli, guidata da Michele Di Bari, ha convocato un Centro di Coordinamento Soccorsi, e l'Unità di Crisi della Protezione Civile, presieduta dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano, ha allestito 185 posti letto per accogliere eventuali sfollati a Pozzuoli e attivato un servizio di assistenza psicologica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta monitorando la situazione. Lo sciame sismico è proseguito con decine di repliche, la più forte delle quali di magnitudo 3.8. Secondo la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, l'attività sismica è aumentata negli ultimi tre anni, e sono previsti altri eventi simili in futuro.