cronaca

Casalbordino, esplosione fatale all'ex fabbrica di esplosivi: un morto

9 luglio 2026 alle ore 07:16
Riscritto da Daily4u
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Un'altra tragedia ha colpito Casalbordino giovedì 9 luglio 2026, quando una potente esplosione si è verificata intorno alle 8 del mattino all'interno dell'ex stabilimento Esplodenti Sabino. La deflagrazione ha causato la morte del caporeparto Carlo Piscopo, 59 anni (secondo alcune fonti 60), residente a Casalbordino, e il ferimento di un collega, Gabriele Bracone, 54 anni, le cui condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 con elisoccorso, le forze dell'ordine e la Protezione Civile per i soccorsi e la messa in sicurezza dell'area. La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo sull'accaduto e l'area è stata posta sotto sequestro per consentire le indagini e accertare le cause e le dinamiche dell'ennesimo dramma.

Lo stabilimento, di recente proprietà della multinazionale turca Arca Defence Italy (che l'ha acquisito a ottobre 2025 dalla italiana Sabino Esplodenti), era impegnato in operazioni di bonifica in vista di una riconversione produttiva: dalla demilitarizzazione di munizioni convenzionali si intende passare alla produzione di proiettili di artiglieria di medio calibro e al caricamento di granate militari. Questo incidente si aggiunge a una drammatica serie di eventi: il 21 dicembre 2020, tre operai persero la vita in un'esplosione, e il 13 settembre 2023, altri tre lavoratori furono vittime di un'analoga deflagrazione nello stesso impianto. Con il decesso di Carlo Piscopo, il bilancio delle vittime in questo sito sale a sette in soli sei anni, un dato che ha riacceso le polemiche sulla sicurezza e sulla necessità di controlli più stringenti. Associazioni ambientaliste e comitati cittadini, come Forum H2O, denunciano da tempo la situazione, chiedendo la chiusura della fabbrica.

Le indagini in corso dovranno fare piena luce sulle responsabilità e sulle eventuali negligenze che hanno portato a questa nuova tragedia. È plausibile che l'attenzione delle autorità si concentri ulteriormente sui protocolli di sicurezza e sull'idoneità del sito per le nuove attività produttive previste, alla luce dei continui incidenti. Potrebbero essere valutate misure più severe, inclusa una possibile sospensione delle attività o un riesame del progetto di riconversione, per garantire la sicurezza dei lavoratori e della comunità circostante.

Fonti: AGI · Adnkronos · Fanpage · Sky TG24 · AbruzzoLive.tv · Tgcom24 · Quotidiano Nazionale · Chiaro Quotidiano · ChietiToday
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