economia

Petrolio oltre i 100 dollari: attacchi Houthi e stretto di Hormuz infiammano i mercati

24 luglio 2026 alle ore 07:09
Riscritto da Daily4u
Immagine di copertina: Petrolio oltre i 100 dollari: attacchi Houthi e stretto di Hormuz infiammano i mercati
Cambia formato
Analisi e scrittura fatte con l'ausilio di strumenti AI

Una nuova ondata di tensione geopolitica nel Medio Oriente sta scuotendo i mercati energetici globali, portando il prezzo del petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile il 23 luglio 2026 e mantenendolo su questi livelli il giorno successivo. Questo aumento significativo è stato innescato dagli attacchi condotti dai ribelli Houthi, un movimento islamista sciita che controlla gran parte dello Yemen e gode del sostegno dell'Iran. Il 23 luglio, gli Houthi hanno colpito con missili e droni due petroliere saudite, la Encelia e la Layla, mentre transitavano nel Mar Rosso. L'Arabia Saudita ha confermato l'incendio a bordo della Encelia, senza segnalare vittime, ma l'episodio ha immediatamente riacceso i timori sulla sicurezza delle rotte commerciali.

Questi attacchi mirano a imporre un blocco navale contro l'Arabia Saudita, annunciato dagli Houthi il 20 luglio, e si inseriscono in un contesto più ampio di conflitto tra Stati Uniti e Iran, che vede scambi di raid aerei e minacce reciproche. L'azione degli Houthi mette sotto pressione in particolare lo Stretto di Bab el-Mandeb, un collo di bottiglia strategico che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, attraverso cui passa una quota sostanziale del commercio marittimo mondiale, inclusi milioni di barili di petrolio al giorno. Contemporaneamente, la situazione nello Stretto di Hormuz, all'imbocco del Golfo Persico, resta critica, con l'Iran che ha più volte minacciato e in alcuni casi attuato blocchi o severe restrizioni alla navigazione. La combinazione di queste due minacce, la cosiddetta "doppia strozzatura", rischia di paralizzare una parte significativa del commercio globale di idrocarburi, costringendo le navi a percorsi più lunghi e costosi, con un impatto massiccio sui costi di trasporto e sulle catene di approvvigionamento. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha evidenziato la gravità della situazione, sottolineando come gli attacchi Houthi stiano già influendo sui prezzi energetici e richiedendo un'analisi approfondita per valutare le prossime mosse di politica monetaria.

Per l'Italia, il Centro Studi di Confindustria, l'associazione che rappresenta l'industria italiana, ha già delineato uno scenario preoccupante. I rincari di petrolio e gas stanno alimentando l'inflazione e frenando gli investimenti delle imprese, con il terzo trimestre del 2026 che si apre in salita. Le aziende si trovano a fronteggiare costi energetici elevati, ricorrendo sempre più spesso a prestiti per far fronte alle spese correnti piuttosto che per finanziare la crescita. Mentre i mercati azionari europei, inclusa Piazza Affari, hanno mostrato una certa resilienza chiudendo in rialzo il 24 luglio grazie soprattutto ai titoli bancari, la persistente incertezza geopolitica e l'aumento dei costi energetici lasciano presagire ulteriori sfide per la stabilità economica. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero perdurare, o peggio, intensificarsi con un blocco effettivo e prolungato di uno o entrambi gli stretti, è plausibile aspettarsi un'accelerazione dell'inflazione, un rallentamento della crescita economica globale e un ulteriore inasprimento delle condizioni di credito, mettendo a rischio la ripresa economica post-crisi. Al contempo, la diplomazia, come dimostrano i colloqui tra Oman e Iran per un protocollo sul transito ad Hormuz, cerca vie per disinnescare la crisi.

Fonti: Il Politico Web · TrasportoEuropa · SoldiOnline.it · il Nord Est · Askanews · Borsa Italiana · RSI · Quotidiano Nazionale · Corriere della Sera · Il Sole 24 ORE
Pubblicità
Petrolio oltre i 100 dollari: attacchi Houthi e stretto di Hormuz infiammano i mercati | Daily4u