
Oggi, 2 agosto 2026, l'Unione Europea rende operativa una parte fondamentale del suo Regolamento sull'Intelligenza Artificiale (AI Act). Questo quadro normativo, il primo al mondo a disciplinare l'IA in modo completo, rende obbligatorie le regole di trasparenza: gli utenti devono essere informati quando interagiscono con sistemi di intelligenza artificiale e i contenuti generati artificialmente, come i deepfake, vanno chiaramente etichettati. Sono inoltre attivi i poteri dell'Ufficio IA, un organismo della Commissione Europea che sorveglia i modelli di intelligenza artificiale per scopi generali (GPAI). Le multe per chi non rispetta il regolamento sono significative: le violazioni più gravi, come l'uso di sistemi proibiti (ad esempio strumenti di manipolazione subliminale o di categorizzazione sociale), possono costare fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale annuo, scegliendo l'importo più elevato. Per altre inadempienze, come la mancata conformità sui sistemi ad alto rischio, le multe arrivano a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato.
Il Regolamento sull'IA, adottato nel maggio 2024, è applicato in diverse fasi. Le sue finalità sono garantire che i sistemi di IA siano sviluppati in modo responsabile, promuovere un'intelligenza artificiale affidabile, affrontare rischi come distorsioni e discriminazioni, e stimolare l'innovazione. Tuttavia, un emendamento noto come 'AI Omnibus', approvato nel maggio 2026 e in vigore dal 27 luglio 2026, ha modificato alcune scadenze. Questo pacchetto ha posticipato l'applicazione degli obblighi più stringenti per i sistemi ad alto rischio. Per i sistemi 'stand-alone' (come gli strumenti di assunzione o di valutazione del credito), la scadenza è ora il 2 dicembre 2027, mentre per quelli integrati in prodotti regolamentati (come ascensori o giocattoli) è slittata al 2 agosto 2028. Questo rinvio serve a concedere alle imprese più tempo per adeguarsi a requisiti complessi.
Nonostante i rinvii per alcune categorie, le aziende che operano nell'UE devono confrontarsi da oggi con gli obblighi attivi. È prevedibile che nei prossimi mesi le imprese intensifichino l'adeguamento, specialmente per la gestione della trasparenza e l'identificazione dei contenuti generati dall'IA. L'Europa punta a stabilire uno standard globale per la regolamentazione dell'IA, influenzando potenzialmente le norme internazionali, come avvenuto con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). La sfida rimane bilanciare l'innovazione tecnologica con la protezione dei diritti e la sicurezza dei cittadini.