
Nella serata del 21 luglio 2026, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un significativo rimpasto ai vertici militari, rimuovendo il generale Oleksandr Syrskyi dal suo incarico di comandante in capo delle forze armate e nominandovi il maggior generale Mykhailo Drapatyi. Questa decisione è il culmine di una profonda crisi politica e militare che ha scosso l'Ucraina per giorni, scaturita dal licenziamento, avvenuto il 15 luglio, di Mykhailo Fedorov, il giovane e popolare ministro della Difesa.
Fedorov, 35 anni, era percepito come il volto di una nuova generazione di leader ucraini, proveniente dal mondo dell'innovazione digitale e noto per aver promosso la modernizzazione dell'esercito attraverso l'adozione di droni e tecnologie avanzate, con l'obiettivo di preservare le vite dei soldati. Al contrario, Syrskyi, 60 anni, era visto come un comandante dalla formazione sovietica, con uno stile gerarchico e tradizionale, accusato di un approccio alla guerra che non teneva sufficientemente conto delle perdite umane. La sua carriera includeva successi come la difesa di Kiev e la controffensiva di Kharkiv, ma era anche criticato per la sua 'radianshchyna', una cultura di comando di stampo sovietico. Lo scontro tra le due visioni era diventato insostenibile, portando a una rottura della comunicazione che, secondo Zelensky, rendeva necessaria la sua risoluzione. Il licenziamento di Fedorov ha innescato proteste di massa in diverse città, con i manifestanti che chiedevano il suo reintegro e la rimozione di Syrskyi, soprannominato da alcuni 'il macellaio' o 'Generale 200', in riferimento alle perdite in battaglia. Le organizzazioni di protesta avevano persino lanciato un ultimatum, minacciando manifestazioni a tempo indeterminato se le loro richieste non fossero state accolte. Zelensky ha offerto a Fedorov un nuovo ruolo nel governo, concentrato sulla tecnologia militare, ma non è chiaro se l'ex ministro abbia accettato, avendo dichiarato di essere disposto a tornare solo come Ministro della Difesa.
Questo rimpasto evidenzia le profonde tensioni interne all'Ucraina, tra la necessità di modernizzazione e le tradizioni militari consolidate, in un momento cruciale del conflitto contro la Russia. È plausibile che la mossa di Zelensky miri a placare il malcontento popolare e a cercare un nuovo equilibrio strategico, ma resta da vedere se questi cambiamenti porteranno a una svolta sul campo di battaglia e a una maggiore coesione interna.