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Trump stringe la morsa sulla giustizia internazionale: sanzionata la presidente della CPI

18 agosto 2026 alle ore 18:03
Riscritto da Daily4u
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Gli Stati Uniti, sotto l'amministrazione del presidente Donald Trump, hanno imposto sanzioni contro la presidente della Corte Penale Internazionale (CPI), la giudice giapponese Tomoko Akane, e il giudice senegalese Abdoulaye Seye. L'annuncio, avvenuto ieri tramite il Dipartimento del Tesoro e il Segretario di Stato Marco Rubio, segna un nuovo inasprimento delle tensioni tra Washington e l'organo giudiziario con sede all'Aia. Le sanzioni implicano il congelamento di qualsiasi bene posseduto dai due giudici negli Stati Uniti e la loro esclusione dal sistema finanziario americano. Questa mossa segue i mandati di arresto emessi dalla CPI nel 2024 contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, per le loro azioni durante la guerra nella Striscia di Gaza, oltre a una precedente indagine sui crimini di guerra commessi dalle truppe americane in Afghanistan. L'amministrazione Trump ha già sanzionato altri funzionari della Corte in passato. A giugno, tre giudici della CPI avevano intentato una causa contro l'amministrazione Trump, contestando la legittimità di tali sanzioni.

La Corte Penale Internazionale è un tribunale permanente istituito nel 2002 tramite lo Statuto di Roma, con il compito di perseguire individui responsabili di genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimini di aggressione. Tomoko Akane, eletta presidente nel marzo 2024, ha una lunga carriera come procuratore pubblico in Giappone. Gli Stati Uniti non sono firmatari dello Statuto di Roma e non riconoscono la giurisdizione della CPI sui propri cittadini o su quelli di paesi alleati, considerandola una minaccia alla propria sovranità. Washington ha cercato di ostacolare le indagini della Corte che coinvolgono il personale americano o alleati stretti. La reazione della CPI è stata immediata, dichiarando che tali sanzioni minano lo stato di diritto internazionale.

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato l'intenzione di Washington di intensificare gli sforzi per indebolire la Corte anche attraverso una campagna diplomatica. È plausibile attendersi un ulteriore isolamento della CPI da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Potrebbe innescarsi un dibattito sulla sovranità nazionale e sulla giurisdizione dei tribunali internazionali, con alcuni Paesi che potrebbero abbandonare l'istituzione per evitare ritorsioni. Al contempo, il sostegno di altri Stati membri della CPI, come quelli dell'Unione Europea, potrebbe rafforzarsi in difesa dell'indipendenza della Corte.

Fonti: Il Fatto Quotidiano · Sky TG24 · ANSA · Il Post · MarketScreener · Tgcom24 · Il Sole 24 ORE · Wikipedia
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