
I mercati energetici globali sono in preda al panico, con i prezzi del petrolio che hanno visto un'impennata del 43% solo a luglio, spingendo il Brent sopra i 100 dollari al barile, e il gas a oltre 60 euro al megawattora. Questa nuova crisi è alimentata principalmente dall'intensificarsi degli scontri in Medio Oriente, in particolare attorno al porto di Yanbu, in Arabia Saudita.
Yanbu, situato sulla costa saudita del Mar Rosso, ha assunto un'importanza strategica fondamentale. In seguito alle persistenti interruzioni nel cruciale Stretto di Hormuz – un passaggio vitale per quasi un quinto delle forniture petrolifere mondiali, bloccato o reso pericoloso dalle tensioni della guerra in Iran – l'Arabia Saudita ha dirottato gran parte delle sue esportazioni di greggio attraverso l'oleodotto Est-Ovest verso Yanbu. Questo ha trasformato il porto in un'alternativa vitale per mantenere il flusso di petrolio verso i mercati globali.
Gli attori chiave di questa escalation sono l'Iran e i ribelli Houthi dello Yemen, un gruppo armato sostenuto da Teheran che controlla ampie aree dello Yemen e ha già in passato minacciato e colpito la navigazione nel Mar Rosso. Nelle scorse settimane, la raffineria SAMREF di Yanbu, una joint venture tra la compagnia petrolifera statale Saudi Aramco e il colosso americano ExxonMobil, è stata colpita da attacchi con droni e missili attribuiti all'Iran e agli Houthi. Più di recente, il 23 luglio, gli Houthi hanno annunciato un blocco navale contro l'Arabia Saudita e hanno colpito due petroliere saudite nel Mar Rosso, la Layla e l'Encelia, intensificando ulteriormente le minacce alla navigazione nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso. Questa situazione crea un "doppio strozzamento" sulle rotte petrolifere mondiali, rendendo problematico sia l'accesso al Golfo Persico che il transito nel Mar Rosso, con gravi conseguenze per la sicurezza energetica e i costi di trasporto, già in aumento per i tempi più lunghi dovuti alle deviazioni via Capo di Buona Speranza. È plausibile che, se gli attacchi dovessero continuare o il blocco Houthi diventasse pienamente operativo, i prezzi del petrolio possano subire ulteriori rialzi, aggravando l'inflazione e rallentando la crescita economica globale, come già accaduto in parte nel secondo trimestre dell'anno.