
La Sardegna è stata colpita l'11 luglio 2026 da una serie di gravi incendi, con il fronte più critico sviluppatosi alle porte di Olbia. Le fiamme, divampate in località Padrongianus, vicino alla Statale 125 Orientale Sarda e all'ospedale Mater Olbia, hanno causato la chiusura temporanea dell'aeroporto Costa Smeralda. Una densa colonna di fumo ha reso impraticabile l'area, portando al dirottamento di almeno sei-otto voli in arrivo verso gli scali di Cagliari e Alghero, mentre le partenze hanno subito ritardi. La Statale 125 è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia tra il chilometro 308 e il 310 per permettere le operazioni di spegnimento e garantire la sicurezza. Due Canadair e due elicotteri, supportati da squadre a terra del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco e di volontari, hanno lavorato incessantemente per contenere il rogo che ha interessato circa cinque ettari di macchia mediterranea. L'aeroporto è stato riaperto solo nel tardo pomeriggio, attorno alle 19:00, dopo che la situazione è stata messa sotto controllo.
Questa emergenza a Olbia si colloca in un contesto più ampio di roghi che hanno flagellato l'intera isola. Già il giorno precedente, il 10 luglio, un altro grave episodio aveva messo a rischio le operazioni antincendio. Nelle campagne di Guspini, in provincia di Oristano, durante lo spegnimento di un vasto incendio in località Putzu Nieddu, si è verificato un contatto aereo tra un Canadair e un elicottero Super Puma. Il Canadair, un modello CAN27, ha involontariamente tranciato il cavo di circa trenta metri che sorreggeva il "Bambi Bucket", il contenitore d'acqua utilizzato dall'elicottero. Nonostante la gravità dell'impatto, entrambi i velivoli hanno potuto effettuare atterraggi di emergenza in totale sicurezza, e fortunatamente nessuno dei due equipaggi ha riportato ferite. La dinamica esatta dell'incidente è ora al vaglio del Corpo Forestale e dell'ENAC, che hanno aperto un'indagine interna per accertare le cause e prevenire futuri episodi.
Il caldo persistente e il forte vento di scirocco hanno contribuito a rendere la situazione critica in tutta la Sardegna, con la Protezione Civile regionale che ha mantenuto elevato il livello di allerta incendi. È plausibile che, data la stagione estiva e le condizioni meteorologiche avverse, l'isola continui a fronteggiare un alto rischio di nuovi focolai, richiedendo un coordinamento costante e un dispiegamento massiccio di risorse per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi. Le indagini sull'incidente di Guspini potrebbero portare a un riesame dei protocolli operativi per i mezzi aerei impegnati nelle complesse manovre antincendio.