
La tensione tra Stati Uniti e Iran è salita a livelli critici negli ultimi giorni, trasformando una tregua – teoricamente in vigore da aprile o da un memorandum d'intesa firmato a metà giugno 2026 a Islamabad – in un'aperta escalation. Il punto di non ritorno è stato raggiunto venerdì 17 luglio, quando due soldati americani hanno perso la vita e un terzo è stato dato per disperso in seguito a un attacco iraniano con missili e droni contro una base in Giordania. Le autorità iraniane hanno rivendicato l'attacco, sostenendo di aver colpito velivoli statunitensi e altre infrastrutture militari.
La reazione di Washington è stata immediata e dura. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso profondo rammarico per la morte dei soldati, ma ha ribadito la necessità di continuare la campagna militare per impedire all'Iran di sviluppare armi nucleari, autorizzando una "ottava notte consecutiva" di raid aerei "punitivi" contro obiettivi iraniani. Gli attacchi americani si sono concentrati su siti di sorveglianza costiera, difese aeree, capacità navali e depositi di missili e droni, in particolare sull'isola di Qeshm e a Bandar Abbas, punti strategici per il controllo dello Stretto di Hormuz. Alcuni raid avrebbero anche colpito infrastrutture civili, come impianti di desalinizzazione, con conseguenze umanitarie.
Contemporaneamente, Teheran ha formalmente annunciato la sospensione degli impegni presi nell'ambito del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, accusando Washington di continue violazioni e aggressività. Questa intesa, frutto di complessi negoziati nel 2025-2026, mirava a una de-escalation, ma la sua validità era già stata messa in discussione da Trump all'inizio di luglio. La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, subentrato al padre Ali Khamenei (deceduto a febbraio/inizio luglio 2026), ha reagito con dichiarazioni dure, minacciando gli Stati Uniti di "lezioni indimenticabili", sebbene circolino voci sulla sua effettiva presenza in Iran e sull'autenticità dei suoi messaggi. La situazione sullo Stretto di Hormuz è particolarmente critica, con un calo drastico del traffico marittimo e il rischio di ulteriori interruzioni. L'escalation potrebbe non solo coinvolgere altri attori regionali come Kuwait e Bahrein, già bersaglio di attacchi iraniani, ma anche spingere gli Stati Uniti a considerare attacchi più ampi contro infrastrutture critiche iraniane.