Immagine generata con AILa guerra in Iran è iniziata il 28 febbraio 2026 con un'azione militare di Stati Uniti e Israele contro obiettivi militari, civili e industriali iraniani. Il conflitto si inserisce in uno scontro che coinvolge anche Arabia Saudita, con l'Iran che fa affidamento su gruppi alleati come Hezbollah. Le ostilità, in corso ad agosto 2026, hanno causato migliaia di vittime militari e feriti da ambo le parti.
Le ripercussioni arrivano a gravare sulle tasche di cittadini e aziende italiane. Secondo le stime diffuse il 24 agosto 2026 dalla Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA), l'Italia ha pagato 11,6 miliardi di euro in più per l'energia nel semestre tra il 1° marzo e il 31 agosto 2026. I carburanti costituiscono la voce principale, con un aumento di spesa di circa 5,8 miliardi di euro. I dati di luglio hanno mostrato un consumo di benzina ai massimi degli ultimi sedici anni, pari a 900 mila tonnellate. Anche l'energia elettrica ha visto un aumento tra i 3,7 e i 3,8 miliardi di euro, mentre il gas contribuisce al restante incremento. L'impatto pesa soprattutto sulle piccole e micro imprese.
Un elemento chiave della crisi è la situazione dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo vitale per il transito del petrolio mondiale. L'Iran ha minacciato di bloccarlo e ha imposto restrizioni alle navi, mentre gli Stati Uniti affermano di mantenere aperto un corridoio per le esportazioni petrolifere. Washington ha annunciato nuove sanzioni contro Teheran e i suoi partner commerciali. La durata del conflitto è incerta, con previsioni che indicano la possibilità che si protragga fino al 2027, mantenendo alta la pressione sui mercati energetici globali.