Immagine generata con AIIl 10 settembre, i ribelli Houthi, un movimento sciita zaydita sostenuto dall'Iran in guerra dal 2014 contro il governo yemenita e la coalizione guidata dall'Arabia Saudita, hanno preso il controllo della città portuale di Mocha. Mocha si trova su una posizione strategica del Mar Rosso, a meno di 50 miglia dallo stretto di Bab al-Mandab, passaggio marittimo vitale che collega il Mar Rosso e il Golfo di Aden, da cui transita una quota significativa del traffico mercantile mondiale, inclusi idrocarburi. La sua acquisizione consolida la posizione degli Houthi sulla costa occidentale dello Yemen e aumenta la loro capacità di influenzare la navigazione internazionale. L'avanzata segue la rottura della tregua mediata dalle Nazioni Unite iniziata nell'aprile 2022 e naufragata a luglio.
L'8 settembre, gli Houthi hanno lanciato droni e missili balistici su quattro città del sud dell'Arabia Saudita – Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran – colpendo infrastrutture civili ed energetiche. Le autorità saudite hanno riportato 73 feriti, tra cui donne e bambini, e la sospensione temporanea delle operazioni in alcuni impianti petroliferi. Contemporaneamente, l'8 o 9 settembre, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato un attacco missilistico contro la base aerea statunitense di Muwaffaq Salti, in Giordania, come rappresaglia per raid americani contro petroliere iraniane. Nonostante le difese aeree giordane abbiano intercettato gran parte dei missili, fonti statunitensi hanno confermato danni a otto caccia F-15 e a un aereo d'attacco A-10 Thunderbolt II presenti nella base. Questi eventi indicano un'espansione del conflitto regionale, con i prezzi del petrolio che hanno sfiorato i 100 dollari al barile, alimentando timori sulla stabilità della regione e sulle catene di approvvigionamento globali.