
La Procura di Milano ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d'Italia ed ex ministra del Turismo, e ad altre 15 persone, segnando un passaggio cruciale che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L'inchiesta, la terza a carico della senatrice, verte su accuse di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, con riferimento ai fallimenti di Ki Group Holding, Ki Group Srl, Bioera e Umbria Srl.
Nello specifico, per Ki Group Holding, dichiarata fallita nel giugno 2025, le contestazioni riguardano la presunta creazione di una "scatola vuota" attraverso il trasferimento illecito di un ramo d'azienda, il mancato pagamento di 3,3 milioni di euro in debiti fiscali, la distribuzione di dividendi inesistenti per milioni di euro e l'occultamento di un patrimonio netto negativo, che avrebbe aggravato il dissesto per quasi 13 milioni di euro. Sono inoltre contestati finanziamenti ottenuti da Banca Progetto, di cui uno garantito dal Fondo centrale di garanzia, che sarebbero stati usati per fini diversi da quelli dichiarati. Per Ki Group Srl, fallita a fine 2023, le accuse includono un falso in bilancio per la sopravvalutazione di un avviamento di 10 milioni di euro. Per Bioera, fallita a dicembre 2024, si contestano trasferimenti di denaro ingiustificati e compensi agli amministratori sproporzionati nonostante il patrimonio netto negativo. La truffa aggravata allo Stato riguarda un finanziamento agevolato di 2,7 milioni di euro da Invitalia (l'Agenzia nazionale per lo sviluppo) e un credito d'imposta di 600mila euro, ottenuti presumibilmente con attestazioni false durante l'emergenza Covid. Invitalia figura come parte offesa nell'inchiesta.
Daniela Santanchè, figura di spicco della politica italiana con una lunga carriera come imprenditrice nel settore della comunicazione e degli eventi, è nota al grande pubblico anche per le sue apparizioni televisive e il suo carattere schietto. Questa nuova indagine si aggiunge ai procedimenti già aperti sul caso Visibilia, altra sua società editoriale, e per la presunta truffa sui fondi INPS per la cassa integrazione. La conclusione delle indagini apre ora la fase in cui la Procura potrà formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio, e sarà poi un Giudice per le Indagini Preliminari a decidere sull'eventuale processo.