Immagine generata con AIIl terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito l'isola di Flores sabato 15 agosto ha causato 47 morti, secondo quanto riferito dai funzionari dei servizi di emergenza e dall'Agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri (BNPB). Oltre ai decessi, si contano almeno 50 feriti, tra cui due in condizioni gravi e undici con lesioni minori.
L'allerta tsunami, emessa dall'Agenzia di Meteorologia, Climatologia e Geofisica indonesiana (BMKG), è stata revocata dopo che il mare si era ritirato in alcune aree costiere come Nagekeo, segno tipico di un'onda anomala imminente. Circa 2.000 persone sono state evacuate precauzionalmente dalle zone costiere.
I danni materiali includono quasi 160 abitazioni, decine di strutture scolastiche e sanitarie e altri edifici pubblici gravemente danneggiati. Il porto di Lorens Say a Maumere ha subito un crollo parziale della sala d'attesa, con alcune persone cadute in mare dopo il cedimento di una passerella. Le squadre di soccorso cercano sopravvissuti, ma le operazioni sono complicate dalle numerose frane che hanno interrotto le vie di comunicazione principali. Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che non risultano cittadini italiani tra le vittime; la Farnesina ha confermato la presenza di circa 500 connazionali sull'isola, nessuno dei quali in pericolo.
Un terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito l'isola di Flores, nell'Indonesia orientale, alle 5:58 del mattino di sabato 15 agosto 2026, corrispondenti alle 21:58 UTC di venerdì 14 agosto. Il movimento tellurico, con epicentro a soli 10 chilometri di profondità a nord-nord-ovest di Ende, ha generato un'immediata allerta tsunami da parte dell'Agenzia di Meteorologia, Climatologia e Geofisica indonesiana (BMKG). Le autorità hanno avvertito della possibilità di onde alte tra 0,5 e 3 metri e hanno esortato i residenti delle aree costiere, comprese parti di East Nusa Tenggara, West Nusa Tenggara, South Sulawesi e Southeast Sulawesi, a evacuare verso luoghi elevati o nell'entroterra. Testimonianze da Maumere, a Flores, hanno riportato il ritirarsi del mare, un segnale di imminente tsunami. Il bilancio iniziale conta almeno due morti e un ferito grave al porto di L Say Maumere. Le immagini diffuse mostrano case danneggiate, muri crepati e alcune strutture parzialmente crollate nelle zone più colpite, come Ruteng e Sikka. La scossa principale è stata seguita da diverse repliche, tra cui eventi di magnitudo 5.9, 5.6 e 6.1.
L'Indonesia si trova in una delle aree geologicamente più attive del pianeta, nota come "Cintura di fuoco del Pacifico", un arco di intensa attività sismica e vulcanica che circonda l'Oceano Pacifico. Questa configurazione, dove diverse placche tettoniche si scontrano, rende il paese vulnerabile a terremoti e maremoti. La regione di Flores ha una storia di eventi sismici. Nel 1992, un terremoto di magnitudo 7.0 nella stessa area generò un maremoto che causò la morte di circa 2.500 persone sull'isola, un precedente che evidenzia la pericolosità di scosse sottomarine in questa zona. La bassa profondità dell'ipocentro di questo recente terremoto aumenta l'intensità dello scuotimento in superficie e il potenziale di danni strutturali.
Le autorità indonesiane devono ora valutare l'entità dei danni e il numero definitivo di vittime e feriti, mentre le squadre di soccorso sono all'opera. È possibile che nei prossimi giorni si continuino a registrare repliche, il che manterrà alta l'allerta e renderà complicate le operazioni di soccorso e la gestione degli sfollati. La priorità resta la sicurezza della popolazione, in particolare nelle aree costiere ancora sotto la minaccia di onde anomale, e l'assistenza alle persone colpite.