
COSA È SUCCESSO: Il recente Rapporto Export 2026 di SACE, presentato a inizio luglio 2026, ha delineato una traiettoria di crescita per le esportazioni italiane di beni, mirando all'obiettivo di 700 miliardi di euro entro il 2028. Sebbene il 2024 abbia registrato una lieve flessione del valore dell'export italiano (-0,4%) rispetto al 2023, attestandosi a 623,5 miliardi di euro, le previsioni indicano una ripresa. SACE stima una crescita del 2% nel 2026, raggiungendo 675 miliardi di euro nel 2027 con un incremento del 2,5%, e superando i 690 miliardi di euro nel 2028 con una crescita del 2,8%. Questo percorso verso i 700 miliardi è subordinato a un graduale ritorno alla normalità dopo il conflitto in Medio Oriente e alla capacità del sistema-Paese di supportare la diversificazione dei mercati e lo sviluppo internazionale delle imprese. (fonti: sace.it, ansa.it, linkiesta.it, ilgiornaleditalia.it)
PERCHÉ CONTA: L'export è storicamente un pilastro fondamentale dell'economia italiana, contribuendo in modo significativo al PIL e alla creazione di occupazione. Un obiettivo di 700 miliardi di euro evidenzia la resilienza e la capacità di adattamento delle imprese italiane in un contesto globale sempre più volatile, caratterizzato da tensioni geopolitiche, barriere commerciali e riconsiderazione delle catene di approvvigionamento. SACE, in qualità di agenzia di credito all'esportazione, svolge un ruolo cruciale nel supportare le aziende italiane nell'internazionalizzazione, offrendo strumenti finanziari e assicurativi che mitigano i rischi e facilitano l'ingresso in nuovi mercati. La diversificazione geografica e settoriale, la promozione dell'innovazione tecnologica e la transizione ESG (Environmental, Social, and Governance) sono riconosciute come strategie chiave per mantenere la competitività del Made in Italy e cogliere nuove opportunità di business in regioni come l'Asia-Pacifico, il Medio Oriente, l'America Latina e l'Africa, anche grazie a iniziative come il Piano Mattei.
COSA POTREBBE CAMBIARE: Se le condizioni geopolitiche globali si stabilizzassero e gli sforzi di diversificazione dei mercati e di supporto alle imprese venissero mantenuti, è plausibile che l'Italia possa effettivamente raggiungere o superare l'obiettivo dei 700 miliardi di euro di export entro il 2028. Storicamente, una forte crescita dell'export stimola gli investimenti interni, l'innovazione e la produttività, portando a un rafforzamento complessivo dell'economia nazionale. Tuttavia, scenari di persistente incertezza geopolitica, l'inasprimento delle politiche protezionistiche a livello globale o rallentamenti economici nelle economie partner chiave potrebbero frenare questa traiettoria. È anche possibile che la composizione settoriale dell'export subisca ulteriori trasformazioni, con una crescente enfasi su beni ad alto valore aggiunto e tecnologicamente avanzati, in linea con le sfide della transizione digitale e verde, richiedendo alle imprese un continuo adattamento e investimento.