Immagine generata con AIUn mercantile iraniano è stato attaccato il 13 settembre 2026 nello Stretto di Hormuz, la rotta che collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. L'incidente, avvenuto all'alba al largo delle isole di Hengam e Qeshm, ha causato un morto e tre feriti, come riportato dal governatore di Qeshm, Amir Teymouri. La natura dell'attacco e i responsabili non sono stati identificati.
Questo evento avviene in un clima di scontri tra Iran e Stati Uniti, con scambi di accuse e azioni militari indirette. Il presidente americano Donald Trump ha spesso commentato la situazione, sostenendo che l'aumento dei prezzi del petrolio sia legato al conflitto e che tali prezzi diminuiranno dopo le elezioni di metà mandato di novembre 2026. Trump ha dichiarato che la guerra potrebbe concludersi dopo le elezioni o forse prima, definendo lo Stretto di Hormuz, in modo provocatorio, Stretto di Trump. Tali affermazioni non trovano pieno riscontro nell'amministrazione americana: il vicepresidente JD Vance ha evitato di fornire scadenze per la fine del conflitto, indicando una divergenza di vedute. Anche all'interno dell'Iran, il conflitto ha generato tensioni, con resoconti di ultraconservatori che avrebbero fatto fallire precedenti accordi di pace e forti dibattiti interni sulla strategia da adottare. L'attacco al mercantile rischia di peggiorare le tensioni regionali, mettendo a rischio il commercio internazionale e la stabilità del Medio Oriente.
In attesa di chiarimenti sull'attacco, la comunità internazionale osserva la situazione. È probabile che l'incidente porti a un'intensificazione delle operazioni di sicurezza nello Stretto e a nuove dichiarazioni dei governi coinvolti. La possibilità che la situazione si stabilizzi dopo le elezioni americane, come ipotizzato da Trump, rimane un'incognita, data la profondità delle dispute tra le potenze regionali e mondiali.