
La Calabria è scossa dalla tragica morte di Alessio Pio, un bambino di 18 mesi deceduto mercoledì 22 luglio all'ospedale di Catanzaro, dove era stato trasferito d'urgenza. Il piccolo era stato inizialmente ricoverato il 17 luglio in una struttura di Vibo Valentia per disturbi gastrointestinali acuti, ma le sue condizioni si sono aggravate rapidamente, portando al sospetto di setticemia.
La vicenda si estende a un asilo nido privato di Tropea, in provincia di Vibo Valentia, frequentato da Alessio Pio e da altri quattro bambini che sono stati a loro volta ricoverati con sintomi simili. Sebbene tre di questi siano stati dimessi, uno è ancora in ospedale. Complessivamente, circa dieci-dodici bambini della stessa struttura avrebbero manifestato problemi gastrointestinali.
Le indagini sono state avviate dalla Procura di Vibo Valentia, che ha aperto un fascicolo e disposto il sequestro della salma del bambino per l'autopsia, oltre a quello della sua cartella clinica, a seguito della denuncia presentata dai genitori. L'ipotesi prevalente è quella di un'infezione batterica da *Clostridium difficile*, un batterio che causa diarrea acquosa, febbre e dolori addominali, e che si trasmette per via oro-fecale. Si sta valutando se il batterio possa essere stato introdotto nell'asilo da un bambino che lo avrebbe contratto in precedenza in ospedale, diffondendosi poi attraverso i fasciatoi. La direttrice dell'asilo, la 'Family Baby School', ha comunicato la chiusura temporanea della struttura per consentire la sanificazione degli ambienti e ha prontamente segnalato la situazione all'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Vibo Valentia, che sta conducendo proprie verifiche. Saranno i risultati dell'autopsia e gli esami microbiologici a chiarire con certezza le cause della morte e il nesso con l'eventuale focolaio di infezione nell'asilo.