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Legge Caccia, la maggioranza si spacca: rinvio alla Camera

5 luglio 2026 alle ore 04:10
Riscritto da Daily4u
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Il disegno di legge sulla caccia, identificato come Ddl 1552 o C.2984, ha superato il voto del Senato lo scorso 23 giugno 2026 con 80 voti favorevoli della maggioranza, 56 contrari e due astensioni. Attualmente, il provvedimento è in fase di esame presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, dove le audizioni inizieranno il 7 luglio e il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per il 16 luglio. Nonostante l'intenzione iniziale della maggioranza di procedere con una corsia preferenziale, l'iter parlamentare ha subito un rallentamento, posticipando l'approvazione definitiva, che non dovrebbe arrivare prima di ottobre. Questo slittamento è alimentato dalle divisioni emerse anche all'interno della stessa maggioranza, con figure come Rita Dalla Chiesa (Forza Italia) e Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati) che hanno manifestato dubbi o votato contro alcune parti del testo. (fonti: Il Fatto Alimentare, Agenparl, Sky TG24, Il Post, Fanpage, UCapital, GreenPlanner Magazine, Il Resto del Carlino, Open, Lipu)

Il disegno di legge propone una revisione sostanziale della Legge 157/1992, la normativa che disciplina la protezione della fauna selvatica e l'attività venatoria in Italia. Tra le modifiche più significative si annoverano una ridefinizione della caccia come attività che "concorre alla tutela della biodiversità e dell'ecosistema", un aumento della discrezionalità delle Regioni nella gestione dei calendari venatori, delle specie cacciabili e delle aree dove praticare la caccia, estendendo quest'ultima anche a boschi pubblici, aree demaniali e spiagge. Inoltre, la proposta prevede l'eliminazione del lupo dall'elenco delle specie particolarmente protette e una riduzione del carattere vincolante dei pareri dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l'ente pubblico che fornisce supporto ai ministeri sulle questioni ambientali. Queste novità hanno scatenato forti proteste da parte delle principali associazioni ambientaliste e animaliste (WWF, Legambiente, LAV, LIPU, ENPA), che parlano di una "legge sparatutto" che minerebbe la biodiversità. Anche la comunità scientifica ha espresso serie preoccupazioni sugli impatti ecologici della riforma.

In questo contesto, la Commissione Europea ha già inviato una lettera informale a dicembre 2025, e successivamente ha ribadito, che alcuni aspetti della riforma potrebbero violare le Direttive europee "Uccelli" e "Habitat", esponendo l'Italia al rischio di una procedura di infrazione. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'ufficio legislativo del Quirinale stanno analizzando il testo con attenzione, lasciando aperta la possibilità di richieste di chiarimenti o modifiche. Se le pressioni interne ed esterne dovessero intensificarsi, è plausibile che il governo possa essere costretto ad apportare ulteriori correzioni al testo per evitare uno scontro con Bruxelles e per ricompattare la propria maggioranza, cercando un compromesso che bilanci le istanze del mondo venatorio e agricolo con le esigenze di tutela ambientale. Il rinvio dell'approvazione a ottobre potrebbe offrire lo spazio necessario per queste negoziazioni.

Fonti: Il Fatto Alimentare · Agenparl · Sky TG24 · Il Post · Fanpage · UCapital · GreenPlanner Magazine · Il Resto del Carlino · Open · Lipu
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