Immagine generata con AIL'ambasciatore dell'Ucraina è atteso lunedì 10 agosto 2026 a Sofia per fornire spiegazioni sul drone esploso ieri in territorio bulgaro, vicino a un importante gasdotto. Nonostante la convocazione, il governo bulgaro e quello ucraino confermano che l'incidente non è stato un atto deliberato. Il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, Heorhii Tykhyi, ha dichiarato che le forze armate ucraine non hanno inviato intenzionalmente alcun mezzo verso la Bulgaria.
Il capo della Difesa bulgara, ammiraglio Emil Eftimov, ha spiegato le difficoltà dei sistemi di sorveglianza aerea nel rilevare droni di piccole dimensioni. Eftimov ha precisato che i radar tradizionali sono inefficaci contro questi bersagli e che anche quelli specializzati hanno un raggio di scoperta limitato a pochi chilometri, rendendo la reazione complessa. Ha aggiunto che l'accaduto è una diretta conseguenza dei combattimenti nelle vicinanze e che la Bulgaria sta cercando di adattare e potenziare le proprie difese anti-drone.
Ieri mattina, un drone è esploso nel nord-est della Bulgaria, vicino al confine con la Romania e alla stazione di compressione del gasdotto Trans-Balkan, che trasporta gas tra Turchia e Ucraina. L'incidente, avvenuto l'8 agosto 2026, ha visto il velivolo precipitare in un campo, a circa cento metri dal confine e a un chilometro dalla stazione del gasdotto. Non ci sono stati morti né danni alle infrastrutture.
Le autorità bulgare hanno identificato il drone come un modello Maya, un tipo di velivolo esca usato dalle forze armate ucraine. Sofia ha convocato l'ambasciatore ucraino per chiarimenti. Sia il Ministero della Difesa bulgaro che il Ministero degli Esteri ucraino hanno dichiarato che non ci sono prove che l'incidente sia stato intenzionale. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha riunito il Consiglio di Sicurezza nazionale e ha annunciato un aumento della sorveglianza e nuove misure anti-drone lungo il confine con la Romania. La Romania ha smentito che il drone provenisse dal proprio territorio, affermando che i radar non hanno rilevato alcun passaggio. Il Mar Nero è un'area ad alta tensione, con frequenti incidenti che coinvolgono droni legati al conflitto tra Russia e Ucraina. Rilevare velivoli di piccole dimensioni che volano a bassa quota è una sfida per la sicurezza aerea dei paesi NATO che confinano con le zone di guerra.
L'incidente in Bulgaria riporta l'attenzione sulla sicurezza dello spazio aereo dei paesi membri della NATO, specialmente lungo il fianco orientale. Mentre le indagini cercano di definire la traiettoria del drone, tali eventi aumentano la pressione sugli alleati NATO per rafforzare le difese aeree e coordinare meglio i sistemi di rilevamento. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto più sistemi di difesa aerea, come i Patriot, per proteggere le infrastrutture energetiche del Paese dagli attacchi russi, un problema che potrebbe aggravarsi con l'inverno. Questo dimostra come incidenti non intenzionali possano avere effetti politici rilevanti e mantenere alta l'allerta in una regione già in tensione.