
Il 14 luglio 2026, la Commissione Europea ha pubblicato il suo Terzo Rapporto sulla Trasformazione Demografica, elaborato dal Centro comune di ricerca (JRC), delineando uno scenario di profondo cambiamento per il continente. Il dato più rilevante per l'Italia è l'età mediana, che al 1° gennaio 2025 si attestava a 49,1 anni, la più alta di tutta l'Unione Europea, ben al di sopra della media comunitaria di 44,9 anni. Questo riflette un invecchiamento della popolazione particolarmente marcato nel nostro Paese, dove anche i tassi di fertilità sono tra i più bassi d'Europa, mentre l'aspettativa di vita rimane tra le più alte.
Le proiezioni demografiche contenute nel rapporto prevedono che la popolazione complessiva dell'UE, dopo aver toccato un picco di 453,3 milioni nel 2029, inizierà a diminuire gradualmente, raggiungendo i 398,8 milioni entro il 2100. Si tratta di una riduzione complessiva dell'11,7%, pari a circa 50 milioni di abitanti in meno rispetto ai livelli attuali, riportando l'Europa ai numeri degli anni Settanta. L'Italia, in questo contesto, subirebbe un calo ancora più drastico, con una previsione di 44,7 milioni di residenti entro il 2100, contro i circa 58,9 milioni del 2025, il che rappresenta una diminuzione del 24%. Questo "inverno demografico" comporterà un aumento significativo della quota di anziani: entro il 2050, quasi un terzo dei residenti dell'UE avrà 65 anni o più, rispetto a uno su cinque oggi, e gli ultraottantenni passeranno dal 6% a oltre il 15% entro il 2100.
Dubravka Šuica, Commissaria europea per la Demografia, ha presentato il rapporto a Bruxelles, evidenziando le sfide poste da questi cambiamenti su mercato del lavoro, sistemi sanitari, assistenza e finanze pubbliche. La Commissaria ha ribadito che una "migrazione ben gestita e legale può essere una parte importante della soluzione", portando lavoratori dove sono più necessari per la competitività europea. Ha anche sottolineato l'importanza di un'efficace gestione dei rimpatri per i migranti irregolari. La Commissione intende promuovere riforme strutturali e politiche coordinate, inclusa l'istituzione di un'Agenzia europea per la demografia e il lancio del primo European Demographic Forum nel marzo 2027, e ha annunciato la preparazione di una strategia europea sul "diritto a restare", affinché ogni europeo possa costruire un futuro nel proprio paese.