
L'estate 2026 si preannuncia particolarmente onerosa per gli automobilisti italiani, con i prezzi dei carburanti che hanno ripreso una corsa al rialzo. Nella giornata di mercoledì 22 luglio, il costo medio della benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale ha toccato quota 1,949 euro al litro, registrando un aumento di 7 millesimi rispetto al giorno precedente. Il gasolio, invece, ha mostrato un incremento più marcato, arrivando a 2,124 euro al litro, con un rialzo di 17 millesimi. La situazione è ancora più critica per chi viaggia in autostrada: la benzina self si è attestata a una media di 2,040 euro al litro, mentre il gasolio ha sfiorato la soglia dei 2,20 euro, raggiungendo i 2,196 euro al litro. Questi valori rappresentano i massimi da metà aprile per il diesel e da fine maggio per la benzina, spinti dal prezzo del petrolio Brent tornato sopra i 90 dollari al barile e dall'aumento delle quotazioni dei prodotti raffinati.
In questo contesto di rincari, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il dicastero che promuove lo sviluppo delle imprese e del sistema produttivo nazionale, ha lanciato lunedì 20 luglio la nuova app ufficiale "Osservaprezzi Carburanti". Lo strumento, disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android, si propone di aumentare la trasparenza nel mercato dei carburanti, consentendo ai consumatori di individuare i distributori con i prezzi più vantaggiosi, confrontandoli anche con la media regionale. Sebbene l'iniziativa sia volta a tutelare i consumatori, associazioni come il Codacons hanno espresso scetticismo, segnalando che in alcuni distributori i listini non risultano aggiornati, rendendo l'efficacia dell'app dipendente dalla costante comunicazione dei prezzi da parte dei gestori.
La pressione sui prezzi ha riacceso il dibattito sulla possibilità di interventi governativi. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha risposto in Parlamento alle sollecitazioni riguardanti l'attivazione delle "accise mobili", un meccanismo che prevede la riduzione delle tasse sui carburanti quando i prezzi di vendita superano una certa soglia. Giorgetti ha affermato che il governo valuterà l'applicazione di tale strumento una volta che sarà pienamente operativo, ma ha anche chiarito che al momento non vi è alcuna decisione immediata in merito e ha sottolineato l'assenza di nuove risorse disponibili nell'immediato per tagli fiscali. Questo approccio cautelativo segue la fine del taglio delle accise sui carburanti, terminato lo scorso 3 luglio, una misura che in precedenza aveva contribuito a contenere i prezzi. L'associazione Unem, che rappresenta le imprese dei carburanti, ha evidenziato come a giugno i prezzi industriali italiani fossero circa 4 centesimi sotto la media europea, ma la ripresa delle ostilità internazionali all'inizio di luglio ha interrotto questa tendenza positiva, contribuendo all'attuale ondata di rincari.