
La guerra aerea in Ucraina ha raggiunto un punto di svolta con la prima vittoria aria-aria di un caccia F-16 ucraino contro un velivolo russo, presunto essere un Sukhoi Su-35S. La conferma è arrivata il 22 luglio da una figura di alto profilo come il generale Dan Caine, Presidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, durante un'audizione al Senato americano. Questo successo è particolarmente significativo perché il Sukhoi Su-35, soprannominato anche "Super Flanker", è considerato un caccia multiruolo avanzato di generazione 4++ e rappresenta uno dei pilastri dell'aeronautica russa, dotato di sistemi radar capaci di tracciare numerosi bersagli a lunga distanza.
L'episodio, che le forze aeree ucraine avevano annunciato già l'8 luglio, si sarebbe svolto come un'operazione attentamente pianificata. Secondo alcune ricostruzioni, un MiG-29 ucraino avrebbe simulato un attacco a terra per attirare il Su-35, mentre due F-16 avrebbero atteso l'occasione per l'attacco a sorpresa. L'F-16, di fabbricazione statunitense, avrebbe sfruttato i dati di un sistema radar svedese Saab 340 AEW&C, che ha tracciato il Su-35 da centinaia di chilometri di distanza, fornendo all'F-16 la posizione necessaria per lanciare un missile aria-aria AIM-120. Questo dimostra l'efficacia dell'integrazione tra diverse tecnologie militari occidentali e le tattiche ucraine. Sebbene Mosca non abbia rilasciato conferme ufficiali, i blogger militari russi avrebbero riconosciuto l'abbattimento, riferendo che il pilota del Su-35 è riuscito a salvarsi. L'arrivo e l'operatività degli F-16 in Ucraina, avvenuti dopo quasi due anni di pressioni diplomatiche, erano attesi come un potenziale elemento di cambiamento negli equilibri dei cieli. Questo primo abbattimento non solo rinforza le capacità di difesa aerea di Kiev ma solleva anche interrogativi sull'efficacia dei sistemi di superiorità aerea russi di fronte a tattiche e tecnologie occidentali avanzate.