
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha scosso la zona dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli, nella serata del 31 luglio alle 19:46. Il sisma, registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con epicentro a 3 km di profondità, è stato ampiamente avvertito in tutta la città di Napoli e nei comuni flegrei, innescando un'ondata di panico che ha spinto molti residenti in strada. Le conseguenze più immediate includono il ferimento lieve di almeno dieci persone, principalmente per contusioni o attacchi di ansia, e danni materiali significativi, soprattutto a Pozzuoli. Qui si sono registrati crolli di cornicioni, lesioni strutturali a diverse palazzine e il cedimento di un edificio disabitato. La viabilità marittima ha subito un duro colpo con la chiusura del porto di Pozzuoli, interdetto per profonde spaccature sulle banchine, interrompendo i collegamenti con le isole di Ischia e Procida. Si sono registrate anche interruzioni dell'energia elettrica in quartieri come Fuorigrotta e Bagnoli, e la circolazione dei treni nell'area è stata sospesa a scopo precauzionale. L'evento principale è stato seguito da uno sciame sismico, con numerose repliche di minore intensità, tra cui scosse di magnitudo 3.8 e 3.1.
I Campi Flegrei sono una vasta caldera vulcanica, differente dal Vesuvio per la sua conformazione con molteplici centri eruttivi piuttosto che un unico grande vulcano. Quest'area è nota per il fenomeno del bradisismo, un lento ma costante innalzamento e abbassamento del suolo che provoca deformazioni e attività sismica. L'ultima eruzione risale al 1538, ma da decenni la caldera mostra segnali di risveglio, con un'intensificazione dell'attività sismica negli ultimi anni. La scossa di magnitudo 4.7 è stata la più forte registrata nell'area negli ultimi quarant'anni, superando i precedenti record di magnitudo 4.6 del 2025. L'INGV, un ente pubblico di ricerca che si occupa del monitoraggio sismico e vulcanico in Italia, e in particolare l'Osservatorio Vesuviano, che monitora l'area napoletana, stanno seguendo l'evoluzione dello sciame sismico. La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, ha sottolineato come l'accelerazione del sisma sia stata particolarmente elevata vicino all'epicentro e ha avvertito che l'attività sismica potrebbe proseguire nei prossimi giorni, data la natura dello stato attuale della caldera.
Il governo, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è in contatto costante con l'Unità di Crisi della Protezione Civile, l'organismo dello Stato italiano che si occupa della previsione, prevenzione e gestione delle emergenze. Questo coordinamento è fondamentale per monitorare la situazione, valutare i danni e coordinare gli interventi necessari. È plausibile che nei prossimi giorni si prosegua con le verifiche di agibilità degli edifici e si valuti l'entità dei danni alle infrastrutture, in particolare al porto di Pozzuoli, per ripristinare la normalità il prima possibile. La situazione rimane sotto stretta osservazione scientifica per comprendere al meglio l'evoluzione del fenomeno bradisismico e la sua potenziale influenza sull'attività sismica futura nell'area.