
Con l'arrivo dell'esodo estivo, i prezzi dei carburanti in Italia hanno registrato un'impennata preoccupante, superando ampiamente i 2 euro al litro, in particolare sulla rete autostradale. Il costo medio della benzina ha raggiunto circa 1,968 euro al litro sulla rete stradale e 2,059 euro al litro in autostrada, con il gasolio che ha toccato i 2,161 euro al litro sulla rete ordinaria e i 2,228 euro al litro in autostrada. Questa situazione ha spinto il Governo a intervenire, e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia (partito di destra conservatrice), ha avuto un confronto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, esponente della Lega (partito nazionalista e sovranista).
Al centro del dibattito vi è la possibile riattivazione del meccanismo delle cosiddette "accise mobili". Si tratta di uno strumento fiscale introdotto in passato, e riformato dal Governo Meloni nel 2023, che prevede una riduzione automatica delle accise (imposte indirette sui beni di consumo, come i carburanti) quando il prezzo del petrolio greggio supera una certa soglia, con il taglio che viene finanziato dal maggior gettito IVA incassato proprio a causa dell'aumento dei prezzi. Questo sistema è concepito per calmierare i rincari senza pesare eccessivamente sulle casse dello Stato, a differenza dei precedenti tagli netti alle accise (inizialmente di 20 centesimi, poi 10, infine 5), costati miliardi di euro e l'ultimo dei quali è scaduto il 3 luglio 2026. Tuttavia, l'efficacia delle accise mobili è oggetto di discussione: si stima che possano garantire una riduzione contenuta, tra i 7 e i 10 centesimi al litro, e che gli effetti non siano immediati, ma si manifestino con un certo ritardo rispetto all'aumento dei prezzi.
Il Governo è alla ricerca di soluzioni per bilanciare la tutela del potere d'acquisto dei cittadini, specialmente in vista delle partenze estive che vedono milioni di famiglie affrontare costi di viaggio maggiori, con la necessità di rispettare i vincoli di bilancio e le indicazioni dell'Unione Europea, che tende a scoraggiare sussidi generalizzati. Le opposizioni, tra cui il Partito Democratico (formazione di centrosinistra) e il Movimento 5 Stelle (movimento politico di ispirazione populista e anti-establishment), hanno criticato il Governo per l'inerzia, sostenendo che l'esecutivo si sia arreso di fronte ai rincari e abbia lasciato gli italiani soli. Un nuovo decreto legge per affrontare la questione è atteso, con il prossimo Consiglio dei Ministri, l'ultimo prima della pausa estiva, fissato per il 4 agosto, come possibile data per l'approvazione delle nuove misure.