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Nuova ondata di dazi USA di Trump: il mondo trema per il 'lavoro forzato'

23 luglio 2026 alle ore 21:29
Riscritto da Daily4u
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Analisi e scrittura fatte con l'ausilio di strumenti AI

A partire da oggi, venerdì 24 luglio 2026, gli Stati Uniti hanno implementato un nuovo regime di dazi sulle importazioni, che impone tariffe dal 10% al 12,5% su 60 partner commerciali in tutto il mondo. Tra i paesi colpiti figurano importanti economie come quelle dell'Unione Europea, della Cina, del Regno Unito, del Giappone, della Corea del Sud e del Canada. L'amministrazione del presidente Donald Trump ha giustificato queste misure con la lotta al presunto "lavoro forzato" nelle catene di approvvigionamento globali, affermando che i paesi che non hanno adottato leggi efficaci contro tale pratica o non le fanno rispettare adeguatamente saranno soggetti alle tariffe più elevate. I paesi che hanno intrapreso azioni contro il lavoro forzato, inclusi i membri dell'Unione Europea, il Canada e il Messico, affronteranno dazi del 10%, mentre altri, come Cina e Giappone, vedranno applicarsi un'aliquota del 12,5%.

Questi nuovi dazi subentrano a tariffe temporanee del 10% che erano state introdotte dall'amministrazione Trump lo scorso febbraio, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva invalidato gran parte delle precedenti politiche tariffarie del presidente, considerate illegittime e oltre i suoi poteri presidenziali. La base legale per i dazi attuali è la Sezione 301 del Trade Act del 1974, una normativa che permette al presidente di imporre tariffe contro pratiche commerciali "sleali, ingiustificabili o discriminatorie" e che è considerata giuridicamente più solida rispetto ai poteri d'emergenza invocati in precedenza. Jamieson Greer, il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, ha sottolineato l'importanza di queste azioni per "ristabilire l'equità nel mercato globale per i lavoratori americani". Tuttavia, osservatori critici, tra cui il Washington Post, interpretano queste mosse come parte di una più ampia strategia del presidente Trump per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni. Inoltre, si sono registrate tensioni tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea anche su altri fronti, con Greer che ha criticato l'approccio dell'UE su questioni come il commercio digitale.

Gli effetti di questa nuova ondata di dazi potrebbero essere significativi, alterando ulteriormente le dinamiche commerciali globali e potenzialmente scatenando ritorsioni da parte dei paesi colpiti. Resta da vedere come l'Unione Europea e gli altri partner commerciali reagiranno a queste nuove imposizioni e se le indagini sul lavoro forzato verranno percepite come una reale motivazione o principalmente come uno strumento per raggiungere obiettivi economici più ampi da parte dell'amministrazione Trump.

Fonti: Adnkronos · RSI · Tgcom24 · CiberCuba · Open · laRegione · Sky TG24 · Investing.com · today.it · Corriere della Sera
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