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Stretto di Hormuz in fiamme: Iran lo chiude, USA rispondono con attacchi

12 luglio 2026 alle ore 00:45
Riscritto da Daily4u
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La crisi nel Golfo Persico ha raggiunto un nuovo picco oggi, domenica 12 luglio 2026, con l'Iran che ha ufficialmente dichiarato la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo vitale per circa un quinto del petrolio mondiale. La mossa drastica è stata annunciata dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, conosciute anche come Pasdaran – l'élite militare e ideologica della Repubblica Islamica dell'Iran, che opera parallelamente all'esercito regolare e risponde direttamente alla Guida Suprema – a seguito di un incidente che ha coinvolto la nave mercantile M/V GFS Galaxy, battente bandiera cipriota. Secondo Teheran, la nave aveva deviato da una rotta autorizzata, spingendo le forze iraniane a un "colpo d'avvertimento" che ha causato un incendio, ingenti danni alla sala macchine e la dispersione di un membro dell'equipaggio.

La risposta degli Stati Uniti è stata immediata e decisa. Il Comando Centrale statunitense (Centcom), responsabile delle operazioni militari USA in Medio Oriente, ha comunicato l'avvio del "terzo ciclo di attacchi" contro obiettivi iraniani nell'arco di questa settimana. Washington ha accusato l'Iran di "aggressione ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco", inasprendo la retorica e le azioni militari. L'escalation non è un fulmine a ciel sereno. Già all'inizio di luglio, l'Iran aveva colpito altre tre navi mercantili al largo delle coste dell'Oman, tra cui una gasiera qatariota, la Al Rekayyat, e una superpetroliera saudita, la Wedyan, attribuendo la responsabilità a "interferenze esterne". In quel frangente, il Presidente americano Donald Trump aveva dichiarato concluso un precedente "Memorandum d'intesa" firmato il 17 giugno a Versailles, che prevedeva una tregua provvisoria e l'avvio di negoziati. La sua promessa di "nuovi potenti attacchi" contro Teheran si è ora concretizzata.

Il blocco dello Stretto di Hormuz rappresenta una minaccia diretta alla stabilità energetica globale, data la sua importanza strategica. In passato, chiusure o minacce di chiusura hanno sempre provocato impennate dei prezzi del petrolio e gravi preoccupazioni internazionali. Se la situazione dovesse persistere, è plausibile aspettarsi un'ulteriore impennata dei prezzi del greggio e un intensificarsi delle pressioni internazionali per una de-escalation. Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno chiarito che continueranno a "imporre un costo elevato" all'Iran per le sue azioni contro la navigazione civile. È possibile che si cerchino canali diplomatici alternativi o mediati, come già avvenuto in passato con tentativi di colloqui in Oman, ma la dichiarata chiusura dello Stretto e gli attacchi reciproci rendono qualsiasi soluzione immediata estremamente difficile. Un allargamento del conflitto potrebbe avere ripercussioni ben oltre la regione, coinvolgendo alleati e mercati globali.

Fonti: Adnkronos · OglioPoNews · Sassari Notizie · Cremonaoggi · TrasportoEuropa · Sky TG24 · Avvenire · FIRSTonline · Corriere della Sera · la Repubblica · Il Fatto Quotidiano · RaiNews · Il Sole 24 ORE
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